FIGISC – Smartphone

RUBRICA SETTIMANALE PREZZI – AUMENTI GREGGIO E RAFFINATI SI MANGIANO LO SCONTO

UNA SITUAZIONE DRAMMATICA

La tavola ed il grafico seguente, condotto sulla base di 195 rilevazioni a intervalli orari dalle ore 00:00 del 2 marzo alle ore 24:00 del 20 marzo delle quotazioni internazionali future di greggio e raffinati, servono ad evidenziare le incontrollate tendenze che hanno caratterizzato il periodo successivo all’apertura dei mercati dopo il week end dell’inizio della guerra e fino a questo fine settimana.

Il greggio Brent in $/barile è aumentato di +53,96 %, il raffinato benzina in $/gallone di +43,78 % e infine il raffinato gasolio in $/tonnellata di +79,14 % (fonte: Investing).

Questa drammatica escalation, comune al mondo intero, ha prodotto finora nell’ambito della Unione Europea scarse misure di contrasto fiscale, tra Paesi che hanno apportato riduzioni o nulle o minime e l’Italia che ha sperimentalmente ed a tempo adottato una importante riduzione della accisa (un taglio di -0,200 €/lt, -0,244 con IVA).

A parte la confusione del giorno 19.03 (dovuto all’insipienza degli effetti determinati da una norma che si pubblica di notte e si applica nella medesima, ma è successo anche con il Decreto Ucraina del 22.03.2022 con la riduzione di accisa di Draghi), dal giorno 18.03 al giorno 20.03, le medie MIMIT dei prezzi sono variate come segue: benzina self da 1,868 a 1,736 €/lt, -0,132; benzina in servito da 1,999 a 1,883, -0,116; gasolio self da 2,103 a 1,979, -0,124, gasolio servito da 2,233 a 2,125, -0,108 €/lt.

Riduzioni inferiori alla misura del taglio che trovano ragion d’essere nella confusione della rete in forza dell’aumento delle quotazioni IN SOLO DUE GIORNI per un valore di +0,201 (con IVA) per il gasolio e di +0,074 (con IVA) per la benzina. In parole semplici: in soli due giorni il rally delle quotazioni si è mangiato l’82,32 % dello sconto per il gasolio e il 30,33 % di quello per la benzina.

Il che la dice lunga sulla possibilità di far competere con efficacia le riduzioni di accisa con la corsa sfrenata dei mercati internazionali in una situazione bellica in atto in un’area delicatissima per i traffici dei prodotti, per la produzione e la lavorazione e l’integrità degli impianti di raffinazione.

Il che rende l’intero dibattito di questi giorni e queste ore del tutto effimero e sicuramente viziato da strumentalità propagandistiche (siamo anche alla vigilia di un voto) che si estrinsecano con una sovrabbondanza di statistiche (e di pressione sul punto sbagliato, cioè i gestori degli impianti, con grande apparato di controllo sguinzagliato a “fotografare” prezzi) su riduzioni destinate a sfumare nel volgere di qualche giorno.

I DATI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Dal 27.02 al 20.03, la quotazione del greggio Brent in $/barile è salita da 72,87 a 112,19 $, ossia di +39,32 $ e di un +53,96 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +35,36 € (da 61,73 a 97,09 €, +57,26 %), complice anche un marcato deprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1805 a 1,1555, -2,12 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati ha subito impatti ancora più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +708,75 $/tonnellata (da 763,00 a 1.471,75, +92,89 %), per la benzina la misura è minore, con +416,50 $ (da 725,25 a 1.141,75, +57,43 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,566 €/lt a 0,910, con un +60,75 % e 0,344 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 0,666 a 1,313 €/lt, prendendo un +97,11 % e 0,647/lt in più, ossia un raddoppio.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 20.03, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue E SOLO IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,672 a 1,736 €/lt, +3,83 % e +0,064 €/lt, medio benzina servito, da 1,811 a 1,883 €/lt, 3,98 % e +0,072 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 1,723 a 1,979 €/lt, +14,86 % e +0,256 €/lt, medio gasolio servito, da 1,859 a 2,125 €/lt, +14,31 % e +0,266 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un +2,08 % e +0,037 €/lt (da 1,775 a 1,812 €/lt), quello del gasolio self un +12,28 % e +0,224 €/lt (da 1,824 a 2,048).

Nella successiva tavola si possono verificare le variazioni intervenute in un mese dal 20.02 al 20.03.2026, che presentano ovviamente valori di scostamento ancora superiori.

LA SOGLIA “MEDIATICO-PROPAGANDISTICA” DEI DUE EURO/LITRO

La tabella seguente conteggia, sulla base dei dati del file MIMIT “il prezzo alle 8”, le variazioni che si sono verificate sui prezzi alla rete tra il giorno 18.03 e il giorno 20.03, ossia il giorno prima della riduzione dell’accisa e il giorno in cui la rete ha tecnicamente potuto infine adeguarsi alla predetta riduzione.

Sul numero totale dei prezzi comunicati al MIMIT, pertanto, sono stati calcolati, per prodotto e per modalità di servizio, quanti prezzi hanno valore superiore a 2,000 €/lt e quale quota percentuale sul totale questi hanno rappresentato nelle due giornate predette.

Tralasciando la statistica sulla benzina self (quote irrisorie), per la benzina servito i valori superiori ai 2 euro sono scesi dal 51,11 % del totale del giorno 18 al 19,11 % del giorno 20, per il gasolio self dal 95,69 % al 39,89 % e infine per il gasolio servito dal 97,50 % al 79,82 %.

Quindi, la riduzione effettiva dei prezzi si vede anche da questi dati.

Ma si tratta di statistiche che fra qualche giorno – a fronte dell’andamento dei mercati internazionali – saranno assolutamente prive di pregio, esaurendo ogni residuo eventuale valore reale, che non sia di mera propaganda o polemica o caccia alla streghe che si voglia raccontare e amplificare.