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LA FIRMA DELL’ACCORDO USA-IRAN RIPORTA IL GREGGIO QUASI AI VALORI ANTEGUERRA

L’accordo che si firmerà venerdì 19 ha ottenuto la speranza e la fiducia dei mercati: in pochi giorni di diminuzione progressive (dal 10 giugno) il greggio Brent si è riportato da 93 a 79 dollari/barile e da 81 a 68 euro/barile (sono le quotazioni di chiusura del 16 giugno); ai valori di prima dello scoppio della guerra (27 febbraio: 73 $/barile, 62 €/barile) mancano ancora 6 dollari o 6 euro (ne mancherebbero di meno se il tasso di cambio da allora non avesse perso circa il 2 % a sfavore della valuta europea); le quotazioni di ieri sono inferiori di circa il 33 % rispetto al massimo raggiunto il 29 aprile scorso (118,03 $/barile ossia 100,83 €/barile).

Anche i prodotti raffinati sulla piazza Mediterraneo sono diminuiti in meno di una settimana di -111 $/ton per la benzina e di -145 per il gasolio (-0,076 €/lt e -0,108 rispettivamente), ma i valori non sono ancora vicini a quelli di prima della guerra: mancano ancora circa 188 $/ton per la benzina (siamo a 913 contro i 725 del 27 febbraio) e circa 161 per il gasolio (924 contro 763); valorizzati in €/lt, il gap è ancora di +0,131 per la benzina (0,595 contro 0,464 del 27 febbraio), per il gasolio è di +0,127 (0,673 contro 0,546); le quotazioni di ieri sono inferiori per la benzina di circa il 27 % sul massimo registrato dal 27 febbraio in $/ton (913 contro 1.244 del 18.05) e per il gasolio di circa il 43 % (924 contro 1.618 del 02.04), in €/lt per la benzina sono più basse del 26 % (0,595 contro 0,806 sempre del 18.05) e per il gasolio del 43 % (0,673 contro 1,186 delle feste pasquali).

Diverse le dinamiche sui prezzi alla pompa, influenzati oltre che dalle quotazioni internazionali dei raffinati dalle dinamiche di abbassamento e rimodulazione delle accise e anche dalle dinamiche dei margini lordi della distribuzione: i valori anteguerra sono piuttosto lontani da quelli attuali (benzina self 16.06 1,884 €/lt contro 1,672 del 27.02; gasolio self 16.06 1,988 €/lt contro 1,723 del 27.02), lontani nell’ordine di 0,212 €/lt per la benzina e 0,265 per il gasolio; anche se inferiori ai massimi registrati dal 27 febbraio: la benzina cala del -4 % (1,884 contro 1,969), il gasolio del -9 % (1,988 contro 2,184).

Per le dinamiche del prezzo – oltre a quanto già esposto sulle quotazioni dei raffinati –, le accise nel periodo dal 27.02 al 16.06 sono calate del -7 %, mentre nel momento di massimo “sconto” il calo è stato del 30 % (che è durato più a lungo per il gasolio rispetto alla durata per la benzina); i margini industriali lordi nello stesso periodo (ossia al 16.06 rispetto al 27.02) sono aumentati del 23 % per la benzina e del 33 % per il gasolio, dovendosi tenere conto tuttavia che i margini costituiscono un’aliquota dal 12 al 13 % dell’intero prezzo alla pompa.

Stante il più che soddisfacente andamento dei margini, nei prossimi giorni – tranne improvvisi cambi di scenario della situazione geopolitica del Medio Oriente – si dovrebbe assistere, tenuto conto dei giorni tecnici necessari tra la determinazione della quotazione internazionale del raffinato e la sua traslazione sul prezzo retail, ad una progressiva diminuzione dei prezzi sulla rete che renda più omogenee le due dinamiche.