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CHE FINE HA FATTO IL DDL DI RIFORMA? I GESTORI SCRIVONO ALLA PREMIER

Comunicazione via PEC anticipata via posta elettronica
Prot. n. 25/2026
Roma, 10 gennaio 2026

Alla cortese attenzione del
Presidente del Consiglio dei Ministri
On.le GIORGIA MELONI

OGGETTO: DDL DI RIFORMA CARBURANTI.

Gentilissima Presidente,
le scriventi Federazioni, che rappresentano i Gestori degli impianti stradali e autostradali di distribuzione carburanti, intendono rappresentarLe – unitamente allo stato di disagio della Categoria – la preoccupazione e l’amarezza profonda per la piega e la lunga gestazione del ddl di Riforma del settore, ancora sul tavolo del Mimit ormai da tre anni.

Eppure, secondo gli auspici del Governo, espressi ancora già durante l’incontro del lontano gennaio 2023, la stragrande parte dell’intero settore – un insieme, composito quanto inedito, di proprietari di impianti che vale il quasi l’80% della rete distributiva, oltre al 100% della rappresentanza dei Gestori – ha trovato da tempo punti di convergenza importanti e definitivi, messi a disposizione del Ministero stesso.

In tutta franchezza, signora Presidente, abbiamo ragione di credere che l’atteggiamento di UNEM – unica voce dissonante rimasta (nonostante “articolazioni” interne, quella di ENI in primis) – sia ormai essenzialmente strumentale, schiacciato a strenua protezione di comportamenti già giudicati illegittimi e delle posizioni più individuali, vessatorie e retrive espresse da qualche suo associato più riottoso.
Atteggiamento di Unem che appare finalizzato unicamente a dilatare i tempi, nella speranza che l’approssimarsi della fine della legislatura faccia naufragare il ddl governativo prima ancora che possa anche solo essere portato in Consiglio dei Ministri per l’approvazione. Senza assumersene la responsabilità.

Questo Esecutivo sa, quanto noi, come la distribuzione carburanti, all’interno della complessa filiera dell’Energia, abbia un compito essenziale per la collettività, tanto nel garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, assicurando prezzi e servizi all’altezza del pubblico servizio essenziale, quanto per il gettito erariale con cui contribuisce al Bilancio dello Stato.

Le scriventi Federazioni, quindi, nell’assicurare il proprio pieno sostegno agli obiettivi più volte indicati dal Governo e dal Parlamento, sollecitano e confidano nel Suo autorevole intervento, signora Presidente, che consenta finalmente di superare lo sterile ostruzionismo che solo impedisce il varo del ddl di riforma.

Si rimane in attesa di un cortese riscontro.
Vivissimi ossequi.

FAIB CONFESERCENTI                  FEGICA                                                FIGISC CONFCOMMERCIO
Giuseppe Sperduto                           Roberto Di Vincenzo                       Bruno Bearzi