GUERRA: DAL 01.03.26 GREGGIO +13,81 %, GASOLIO +42,23 – ANCORA AUMENTO DEI PREZZI
Dall’apertura dei mercati di lunedì 02.03.2026 ad 0ggi, dopo un timido segnale di rallentamento nel pomeriggio di ieri, é ripresa l’avanzata delle quotazioni del greggio e, particolarmente marcata, del raffinato gasolio, come si può vedere dal seguente grafico.
VARIAZIONI % SULLE ORE 00:00 DEL 02.03.2026 FINO ALLE ORE 11:00 DEL 05.03.2026
Elaborazioni FIGISC ANISA su fonte INVESTING
Dalle ore 00:00 del 2 marzo e fino alle ore 11:00 del 5 marzo, le quotazioni del greggio Brent sono balzate da 72,87 a 82,93 (ore 11:00 di oggi) $barile, con una escursione di +10,06 $/barile e +13,81 punti percentuali (con un picco massimo alle 13:00 del 03.03.2026 di 84,72 non più superato).
Parallelamente, le quotazioni del gasolio di Londra sono schizzate da 752,75 $/tonnellata a 1.070,62 (ore 11:00 di oggi), con un aumento, pertanto, pari a +317,87 $/tonnellata e +42,23 punti percentuali (con un picco massimo alle 07:00 di oggi di 1.121,99).
Aumenti che inevitabilmente hanno trovato reiterato riscontro sui dalla giornata di martedì ad oggi con aumenti dei listini – non ancora dei prezzi realmente praticati negli impianti – delle petrolifere nell’ordine medio di 0,081 per la benzina e di 0,169 per il gasolio.
Dalla chiusura mercato di venerdì 27/02 alla chiusura di mercato di martedì 04/03 (a mercati chiusi nel week end) il Platt’s benzina é aumentato da 0,464 a 0,529 €/lt, ossia di +0,065, pari a +0,079 ivato; quello del gasolio da 0,546 a 0,718, ossia di +0,172 €/litro, pari a +0,210 ivato e bisognerà attendere domani per sapere a quali entità chiuderanno i mercati di oggi, a fronte di margini lordi industriali (“lordi” ossia con tutti costi del sistema distributivo) nella settimana 23/02-01/03/26 attorno a 0,215 €/lt.
Per quanto verificato dal giorno 27/02, ossia prima dell’inizio delle ostilità, a tutto il giorno 04/03, i dati sono riportati nella seguente tabella in cui sono stati rilevati – oltre alle quotazioni di greggio, raffinati e tasso di cambio – i prezzi medi nazionali calcolati sul file giornaliero del MIMIT, Osservatorio prezzi carburanti.
Le risultanze sono, appunto, relativa alla giornata di ieri, mentre in quella odierna, come accennato sopra, sono stati movimentati aumenti dei listini nell’ordine medio di poco più di 0,012 €/lt per la benzina e di 0,042 €/lt per il gasolio (importi già compresi nel valore totale già dato in precedenza (dal 27/02, +0,081 benzina, +0,169 gasolio).
E, infatti, si può notare che gli aumenti del prezzo alla pompa intervenuti sino ad ieri sono inferiori, anche in misura significativa, all’aumento della quotazione del raffinato.
Ogni situazione di natura bellica che interessi Paesi produttori/esportatori di petrolio ha avuto riscontri simili.
Si ricorderà la vicenda Ucraina, che produsse effetti prolungati (poi mitigati da imponenti riduzioni delle accise): il Platt’s della benzina passò da 0,623 €/lt il 23.02.2022 (giorno prima dell’avvio della guerra) a 1,037 il 09.06.2022 (picco della crescita) e quello del gasolio da 0,627 a 1,167 €/lt 15.06.2022 (picco della crescita). Prima del taglio delle accise del 22.03.2022 il prezzo della benzina era schizzato da 1,860 a 2,227 €/lt, con un balzo di +0,367, quello del gasolio da 1,734 a 2,230, con un aumento di +0,496 €/lt.
Ove la situazione dovesse peggiorare e protrarsi, difficile pensare di ricorrere a strumenti come la “sterilizzazione” dell’IVA – di cui si sta già cominciando a parlare -, necessitando misure ben più efficaci (accise) per assorbire lo shock, con tutto ciò che questo significherebbe – affiancandosi il problema del gas e dell’elettricità – in termini di pressione sui delicati e risicati equilibri di finanza pubblica.



