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RUBRICA SETTIMANALE PREZZI – IN LOTTA CON IL MERCATO INTERNAZIONALE

LA SITUAZIONE PERMANE DRAMMATICA

La tavola ed il grafico seguente, condotto sulla base di 268 rilevazioni a intervalli orari dalle ore 00:00 del 2 marzo alle ore 24:00 del 27 marzo, delle quotazioni internazionali future di greggio e raffinati, mettono in evidenza l’ampiezza delle escursioni del mercato che hanno caratterizzato il periodo successivo all’apertura dei mercati dopo il week end dell’inizio della guerra e fino a questo fine settimana: il greggio Brent in $/barile è aumentato di un +44,53 %, il raffinato benzina in $/gallone di un +42,21 % e infine il gasolio in $/tonnellata di un +82,46 % (fonte: Investing).

Questa escalation, perdurante ormai da un mese e comune al mondo intero, sta generando seri timori in ordine non solo sul livello dei prezzi, ma altresì una disponibilità reale di prodotti a causa non solo dei blocchi del traffico, ma anche della integrità dei siti di lavorazione compromessi dalle azioni belliche.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha evidenziato che l’attuale crisi ha sottratto all’offerta circa 11-12 milioni di barili/giorno, una quantità superiore alla somma delle sottrazioni delle due crisi degli anni ’70 (in tutto circa 10 milioni di barili); in ciascuna di queste crisi l’offerta ha subìto una strozzatura di circa il 10-12 % del totale (negli anni ’70 l’offerta era circa la metà di quella attuale).

Siamo di fronte, pertanto, ad una situazione non solo gravissima per tutti gli effetti connessi alle fonti energetiche prevalenti ed incerta sugli esiti ed i tempi di una normalizzazione, ma altresì ad una fase di fibrillazione dei mercati, soggetti ad ogni sollecitazione data dall’evolversi della guerra (lo testimoniano gli sbalzi giornalieri pur nella tendenza agli aumenti) e quindi non più capaci di autoregolarsi responsabilmente. Il risultato è la corsa delle quotazioni, con tutte le ricadute a valle su scala mondiale.

La crisi ha prodotto finora nell’ambito della Unione Europea modeste misure di contrasto fiscale: la Spagna ha ridotto dal 21 al 10 % l’IVA sui carburanti e ridimensionato le accise, con un valore in tutto di -0,177 €/lt per la benzina e -0,096 per il gasolio, la Slovenia ha ridotto le accise di -0,030 €/lt per la benzina e di -0,053 per il gasolio, l’Ungheria di -0,069 per la benzina e di -0,070 per il gasolio, il Portogallo di -0,017 per la benzina e di -0,033 per il gasolio.  L’intervento più consistente in termini assoluti è la riduzione adottata dal Governo Italiano con il DL 33/2026, con un taglio di -0,200 €/lt (-0,244 con IVA), ancorché si debba tener conto che il livello delle accise italiane era tra i più elevati dell’Unione.

Dal 18.03 (giorno prima della riduzione) al 27.03, il prezzo medio nazionale MIMIT è disceso di -0,141 €/lt per la benzina self, di -0,134 per la benzina servito, di -0,079 per il gasolio self e -0,075 per il gasolio servito. A prima vista si tratta di aumenti molto inferiori alla diminuzione di prezzo attesa dalla riduzione dell’accisa (-0,244 €/lt).

Ma la riduzione delle accise di per sé NON HA IL POTERE DI MODIFICARE LE DINAMICHE DEL MERCATO INTERNAZIONALE NEL PIENO DI UNA GRAVISSIMA CRISI, ED è STATO IRRESPONSABILE SOSTENERE CHE IL PREZZO FINALE DEL GASOLIO SAREBBE SCESO SOTTO I 2 EURO.

Le quotazioni internazionali dei raffinati in area Mediterraneo da 18.03 al 27.03 sono aumentate di +0,041 €/lt per la benzina e di +0,185 €/lt per il gasolio: ossia hanno assorbito il 16,8 % dello sconto per la benzina e il 75,8 % di quello per il gasolio.

Sempre dal 18.03 al 27.03, nel mix dei consumi tra benzina e gasolio, gli aumenti delle quotazioni mediamente tra i due prodotti sono state nell’ordine di +0,127 €/lt, mentre le riduzioni di prezzo mediamente sia tra i prodotti, sia tra le modalità di servizio, sono state nell’ordine di -0,101 €/lt: la somma (aumenti quotazioni + diminuzioni prezzi) fa 0,228 €/lt (un valore assai vicino a 0,244, lo sconto di accisa ivato): in sintesi, circa il 44 % dello sconto di accisa si è mediamente tra benzina e gasolio tradotto in una effettiva diminuzione dei prezzi, mentre il 56 % è stato vanificato dagli aumenti del mercato internazionale.

Il che alimenta forti dubbi sulla possibilità di far competere le riduzioni di accisa – per il gasolio in via principale – con la corsa sfrenata dei mercati internazionali: ad esempio, il giorno 26.03, IN UN SOLO GIORNO, l’aumento del gasolio è stato, con IVA, di +0,126 €/lt (metà dello sconto di accisa).

Il che rende del tutto inconsistente ed effimero ogni ragionamento “sopra o sotto i 2 euro” per tale prodotto.

I DATI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Dal 27.02 al 27.03 (i dati, pertanto, coincidono con un intero mese di osservazione), la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è salita da 72,87 a 112,57 $, ossia di +39,70 $ e di un +54,48 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +36,01 € (da 61,73 a 97,74 €, +58,33 %), complice anche un marcato deprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1805 a 1,1517, -2,44 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati ha subito impatti ancora più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +672,25 $/tonnellata (da 763,00 a 1.435,25, +88,11 %), per la benzina la misura è minore, con +384,75 $ (da 725,25 a 1.110,00, +53,05 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,566 €/lt a 0,888, con un +56,87 % e 0,322 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 0,666 a 1,285 €/lt, prendendo un +92,91 % e 0,619/lt in più, ossia quasi un raddoppio.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 27.03, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue E SOLO IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,672 a 1,745 €/lt, +4,37 % e +0,073 €/lt, medio benzina servito, da 1,811 a 1,882 €/lt, 3,92 % e +0,071 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 1,723 a 2,044 €/lt, +18,63 % e +0,321 €/lt, medio gasolio servito, da 1,859 a 2,178 €/lt, +17,16 % e +0,319 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un +1,97 % e +0,035 €/lt (da 1,775 a 1,810 €/lt), quello del gasolio self un +15,79 % e +0,288 €/lt (da 1,824 a 2,112).

I prezzi in extra rete hanno preso per la benzina un +1,51 % e +0,023 €/lt (da 1,526 a 1,549), ma per il gasolio l’incremento è di un +15,37 % e di +0,245 €/lt (da 1,594 a 1,839).

Per i prezzi degli altri prodotti, la tabella seguente evidenzia, in somma sintesi, un limitato effetto della riduzione di accisa (da 0,147 a 0,092 €/lt) del GPL, la sostanziale coerenza delle variazioni tra HVO e gasolio, gli aumenti del metano (in correlazione con gli aumenti del gas naturale), mentre il GNL registra limitatissime variazioni in lieve o lievissimo aumento.

LA SOGLIA “INCAUTA ED IRRESPONSABILE” DEI DUE EURO/LITRO

La tabella seguente conteggia, sulla base dei dati del file MIMIT “il prezzo alle 8”, le variazioni che si sono verificate sui prezzi alla rete tra il giorno 18.03 e il giorno 27.03, ossia tra il giorno prima della riduzione dell’accisa e ieri.

Sul numero totale dei prezzi comunicati al MIMIT, pertanto, sono stati calcolati, per prodotto e per modalità di servizio, quanti prezzi hanno valore superiore a 2,000 €/lt e quale quota percentuale sul totale questi hanno rappresentato nelle due giornate predette.

Tralasciando la statistica sulla benzina self (quote irrisorie), per la benzina servito i valori superiori ai 2 euro sono scesi dal 51,11 % del totale del giorno 18 all’11,66 % del giorno 27, per il gasolio self dal 95,69 % al 74,79 % e infine per il gasolio servito dal 97,50 % al 90,25 %, a dimostrazione della assolutamente incauta “propaganda” sul prezzo a 2 euro che ha diffuso l’impressione sciagurata che bastasse calare le accise per non dover più tenere in alcun conto dell’andamento del mercato internazionale.