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DOPO I FORTI CALI DI IERI, LE QUOTAZIONI RICRESCONO – NESSUNA FACILE ILLUSIONE DI STABILITÀ

Ieri, mercoledì 8, a chiusura mercato, si sono registrati forti cali (ma in verità meno intensi rispetto a quanto sembrava in apertura di giornata) delle quotazioni dei greggi e dei raffinati: complice anche un apprezzamento del cambio (+1,30 % sul giorno prima) il greggio Brent é sceso da 109,07 $/barile a 94,75 (-14,52 $, -13,29 %) e da 94,55 €/barile a 80,94 (-13,6 €, -14,39 %); parallelamente, il raffinato benzina é calato rispetto al giorno precedente da 1.132,25 $/tonnellata a 1.034,25, ossia da 0,73968 €/litro a 0,66706, con una diminuzione con IVA di -0,089 €/lt, mentre il raffinato gasolio é scivolato da 1.570,25 $/tonnellata a 1.341,25, ovvero da 1,14810 €/litro a 0,96818, con una diminuzione con IVA di -0,220 €/lt. Diminuzioni importanti, cui faranno seguito DA DOMANI (il tempo tecnico è SEMPRE di 48 ore tra acquisizione della quotazione Platt’s e trasferimento sui prezzi) importanti cali dei prezzi finali.

Non è reale che – come pure sostengono confusionari ed approssimativi “esperti” dei prezzi – in questo momento scende la quotazione del greggio e, premendo un bottone dello smartphone, il prezioso liquido sgorga immantinente in tempo reale dal rubinetto di casa già bello raffinato: questa assoluta ignoranza dei processi complessi che presiedono a qualunque fornitura di beni e servizi altro non é che il frutto di una cultura da delivery e buona solo per giustificare polemiche per giustificare ruoli di rappresentanza.

In ogni caso, come scrivevamo ieri, non c’è da fidarsi di facili illusioni: la situazione geopolitica é assolutamente precaria, in qualunque momento la tregua é revocabile e non è certo alcun esito finale fausto, senza contare che nulla è cambiato sui fondamentali reali (lo stretto di Hormuz é di nuovo bloccato).

Lo dimostra il grafico seguente, che evidenzia le dinamiche che si sono nuovamente innestate oggi sulle quotazioni future di greggio, benzina e gasolio, ossia in ripresa:

Intanto sono state rese note le risultanze del consueto monitoraggio prezzi della Commissione Europea, relative al 6 aprile 2026.

Il prezzo alla pompa della benzina in Italia si colloca (dal più alto al più basso) al 14° posto, con 1,762 €/lt, contro una media comunitaria di 1,796, un massimo di 2,363 (Olanda) e un minimo di 1,340 (Malta); il prezzo del gasolio si pone al 13° posto, con 2,092 €/lt, contro una media di 2,040, un massimo di 2,585 (Olanda) e un minimo di 1,210 (sempre Malta).

PREZZI ALLA POMPA €/LT 06.04.2026

Per quanto attiene il prezzo industriale (prezzo alla pompa meno imposte), l’Italia si colloca (sempre dal più alto al più basso) per la benzina al 6° posto, con 0,971 €/lt, contro una media comunitaria di 0,925, un massimo di 1,148 (Danimarca) e un minimo di 0,586 (Malta); per il gasolio si pone al 15° posto, con 1,242 €/lt, contro una media di 1,231, un massimo di 1,578 (Olanda) e un minimo di 0553 (sempre Malta).

PREZZI INDUSTRIALI €/LT 06.04.2026