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PREZZI DOPO TAGLIO ACCISA: GESTORI SCRIVONO A URSO E GARANTE

Comunicazione via PEC
anticipata via posta elettronica
Prot. N. 91/2026
Roma, 29 luglio 2026

Alla cortese attenzione
On.le Adolfo Urso
Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Dott. Benedetto Mineo
Garante per la sorveglianza dei prezzi Ministero delle Imprese e del Made in Italy
e, p.c., Sen. Mara Bizzotto
Sottosegretario alle Imprese e del Made in Italy
Comando della Guardia di Finanza
ufficiale.collegamento.gdf@pec.mise.gov.it

OGGETTO: Taglio delle accise disposto dal Governo. Adeguamento prezzi al pubblico.

Egregio Ministro, egregio Garante,
le scriventi Federazioni apprendono da numerosi organi di stampa che il Ministero “sta trasmettendo alla Guardia di Finanza l’elenco degli impianti che non hanno ancora adeguato i prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo, con l’indicazione delle anomalie più significative rilevate”.
E’ appena il caso di ricordare -per l’ennesima volta- che il prezzo di vendita dei carburanti, per effetto del combinato disposto delle norme comunitarie e nazionali, viene fissato in funzione del prezzo che ciascun titolare di autorizzazione/proprietario del punto vendita/fornitore in
esclusiva comunica ad ogni singolo gestore del punto vendita.
Inoltre, quelle che nell’uso comune vengono definite accise, sono esclusiva competenza del soggetto che “immette al consumo” i carburanti per autotrazione: proprio il soggetto che “fruisce” della riduzione dell’accisa e dell’Iva relativa, se non adotta immediatamente il taglio deciso dal Governo.
Entrambi questi fatti, che discendono dalle norme vigenti, escludono qualsiasi competenza e/o responsabilità possa essere efficacemente riscontrata e tantomeno contestata direttamente sul punto vendita che si limita a distribuire prodotto già immesso al consumo e ad un prezzo
determinato da soggetti a monte della filiera.
Qualsiasi trasmissione di dati agli Organi Ispettivi che ometta questi elementi di conoscenza fondamentali è in grado di generare un certo spreco di risorse umane ed economiche dello Stato e, quindi, della collettività e dei consumatori.
A ciò si deve aggiungere il fatto che diffondere pubblicamente una tale notizia, se da una parte può servire -almeno nelle intenzioni- a offrire almeno la sensazione all’opinione pubblica di una qualche attività di controllo, dall’altra induce nell’opinione pubblica la ragionevole convinzione che le responsabilità in ordine “all’adeguamento dei prezzi alla pompa dei carburanti al taglio delle accise disposto dal Governo” possa essere attribuito al singolo punto vendita e, in particolare, al gestore.
Con ciò generando una falsa informazione nei cittadini/consumatori, tanto più grave perché asseverata dall’autorevole “bollo tondo” di un Ministro della Repubblica e di un Garante, che a sua volta genera un ingiustificato discredito di una intera categoria di lavoratori e una diffusa microconflittualità tra cliente e gestore.
Appare assai strano e ormai non più accettabile che lo stesso tipo di comportamento e di comunicazione verso il pubblico venga assunto sistematicamente, nonostante la Vostra conoscenza delle normative sopra richiamate, delle dinamiche del settore, delle relazioni
contrattuali esistenti tra i diversi operatori della filiera e le puntuali informazioni e chiarimenti che Vi sono stati offerti ripetutamente, anche in sede di Commissione di allerta rapida, di cui all’articolo 2, comma 199 bis e ss., della L. 24 dicembre 2007, n. 244.
Proprio a proposito della suddetta Commissione, le scriventi Federazioni tengono ad evidenziare come fin dalla sua prima riunione è stata fatta una formale richiesta di conoscere quali verifiche fossero state effettuate, quali esiti abbiano avuto tali verifiche e quali e quante sanzioni
siano state comminate ai soggetti inadempienti in ordine all’applicazione della norma che impone ai titolari degli impianti di pubblicare i prezzi raccomandati a ciascun singolo impianto sui propri siti web accessibili al pubblico.
Infatti, non sembra difficile appurare che una assai esigua minoranza di titolari si sia finora attenuta a tale disposizione.
Eppure, si tratta di norma di legge che, ove fosse finalmente applicata in modo universale, offrirebbe una immediata ed essenziale informazione sia al cittadino/consumatore/automobilista, che alla Pubblica Amministrazione, per verificare il comportamento di ogni soggetto, a i diversi livelli della filiera, in occasione di occasioni eccezionali come queste (tagli delle accise), ma anche e soprattutto nella ordinaria amministrazione.
Un sistema di gran lunga più efficace ed efficiente che ordinare “controlli a tappeto sulla rete” per offrire l’impressione di una presenza.
Per altro verso, una puntuale applicazione della norma avrebbe potuto consentire al Ministero, al Garante, alla Commissione, alla Guardia di Finanza, alla stampa, alle associazioni dei consumatori di prendere immediatamente conoscenza del fatto che, appena 24 ore dopo il taglio
delle accise deciso dal Governo, non pochi titolari/proprietari/fornitori hanno comunicato ai propri impianti un aumento consistente proprio del prezzo del gasolio.
Vanificando con questo una parte rilevante (quasi il 20%) dello sforzo economico fatto dal contribuente.
Tutto quanto sopra considerato, le scriventi Federazioni invitano Ministro e Garante a valutare le ragioni di opportunità e necessità volte a meglio chiarire l’informazione pubblica di queste ore con un nuovo ed urgente intervento, anche allo scopo di non costringere altri e
differenti prese di posizione, che alimenterebbero una polemica pubblica di cui si potrebbe fare volentieri a meno.
Si rimane in attesa di un cortese riscontro.
Vivissime cordialità.

Il Presidente FAIB                   Il Presidente FEGICA                           Il Presidente FIGISC
Giuseppe Sperduto                  Roberto Di Vincenzo                            Bruno Bearzi