QUOTAZIONI E PREZZI DEL GIORNO PRIMA: 19.08.2026 (E CONFRONTO CON 27.07.2026), E ALTRO ANCORA
Fonti: BLOOMBERG, ECB, MIMIT, STAFFETTA QUOTIDIANA
Come è noto, il giorno 24/08 scade la riduzione d’accisa sul gasolio (pari a 0,171 €/lt, 0,140+IVA 22 %), statuita con il Decreto legge 5 agosto 2026, n. 139 (validità della riduzione dal 7 al 24 agosto), che a sua volta prorogava quanto determinato con Decreto MEF MASE del 27 luglio (per i giorni 28 e 29 luglio) e con Decreto legge 27 luglio 2026, n. 133 (per i giorni dal 30 luglio al 6 agosto).
Nell’incertezza di quanto farà in merito il Governo e di dove trarrà risorse ulteriori, il taglio, stando ai prezzi di ieri (19.08), ha determinato una riduzione dei prezzi del gasolio in media nazionale, sui dati aritmetici di tutte le registrazioni dei prezzi del file Il prezzo alle 8 del MIMIT, pari a -0,077 €/lt sul self ed a -0,080 sul servito rispetto ai prezzi del giorno antecedente la riduzione di accisa (27.07.2026).
Ossia, su una riduzione pari a 0,171, ciò di cui ha potuto usufruire l’utente si computa in un ordine di grandezza tra il 45 ed il 47 %, in considerazione delle variazioni delle quotazioni internazionali del raffinato e delle variazioni dei margini lordi industriali (entrambe in aumento), che hanno eroso mediamente il 56 % dello sconto (per la precisione, rispettivamente, il 17 % ed il 39 %).
L’attuale livello dei prezzi del gasolio – quindi ad accisa ridotta sino al 24/08 –, che si attestava ieri su 2,108 €/lt sul self e 2,240 sul servito, è superiore ai prezzi massimi registrati nel 2022 (crisi Ucraina) AD ACCISA RIDOTTA (valore del taglio ivato pari però a 0,305 €/lt, non a 0,141), che erano di 2,041 €/lt al self (24/06/2022) e 2,189 al servito (28/06/2022); in assenza di proroga dopo il 24 (in via solo teorica, considerato che bisogna tener conto di quel che succederà alle quotazioni internazionali del prodotto) il prezzo potrebbe pertanto salire a 2,279 €/lt al self e a 2,411 al servito, valori più alti dei massimi riscontrati nel 2022 prima del taglio delle accise del Governo Draghi (2,230 €/lt al self e 2,351 al servito il 17/03/2022).
Per la benzina (che non usufruisce di riduzione di accisa) il livello attuale dei prezzi si attestava ieri a 1,999 €/lt sul self e a 2,131 sul servito, valori che nel 2022 raggiunsero un massimo di 2,077 al self (23/06/2022) e 2,218 (24/06/2022) al servito DOPO IL TAGLIO DRAGHI (sempre 0,305 €/lt con IVA) e un picco di 2,227 al self (16/03/2022) e 2,339 al servito (17/03/2022) PRIMA DEL TAGLIO STESSO; i valori attuali sono, quindi, ancora minori in misura significativa per questo prodotto.
In questi giorni, evidentemente per premere su un rinnovo e un ampliamento delle misure di contenimento delle accise, non potevano certo mancare allarmi, “profezie” e “scoperte” in merito ai prezzi.
Se ne citano due significative.
“Il gasolio a 3 euro”: nell’incertezza più assoluta della crisi geopolitica, si afferma, raggiungere i 3 euro sul gasolio non è difficile, perché…il diesel sarebbe già arrivato a 2,60-2,68 €/lt. Certo nessuno ha la sfera magica per sapere ora come potrebbe evolvere la situazione, ma quanto meno si può dire che il diesel NON è già arrivato a quei prezzi, perché quei valori (lontani dalle medie del prezzo di 19/21 punti percentuali sul self e di 14/16 persino sul servito) costituiscono eccezioni e non regole: per il gasolio self i prezzi registrati al MIMIT che risultano superiori a 2,500 €/lt sono 11 su 20.242 (0,05 %) e per il gasolio servito 137 su 13.882 (0,99 %).
“Il prezzo della benzina in 30 anni è raddoppiato, quello del gasolio quasi triplicato”: qualcuno avrebbe “scoperto” che nel secondo trimestre del 1996 la benzina costava l’equivalente in vecchie lire di 0,929 €/lt, nel secondo trimestre del 2026 costa 1,854 €/lt, ossia il 99,7 % in più; peggio per il gasolio, che allora costava 0,730 €/lt contro 2,019 del secondo trimestre 2026, ossia il 176,6 % in più. Magari sarebbe bene aggiungere che i valori andrebbero riconsiderati in funzione dell’inflazione: rivalutando con i coefficienti ISTAT quei prezzi si “scopre” invece che la benzina sarebbe aumentata del 12,7 % e il gasolio del 56,1 %.
Ma tant’è, ormai “tutto fa brodo“.


