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PREZZI COMUNITARI: RILEVAZIONE COMMISSIONE EUROPEA DEL 21.09.2026

AVVERTENZA

Come ormai accaduto ogni volta al cambio delle accise, sono da rilevare discrepanze sui dati del prezzo industriale e delle imposte COMUNICATE DAL MASE ALLA COMMISSIONE EUROPEA (si vedano Newsletter Prezzi N. 64 del 28 marzo sulla rilevazione dei prezzi comunitari del 23.03, N. 94 del 7 maggio sulla rilevazione del 07.05, N. 106 del 28 maggio sulla rilevazione del 25.05, N. 121 del’11 giugno sulla rilevazione del 08.06, e N. 142 del 9 luglio sulla rilevazione del 06.07 e N. 151 del 10 agosto sulla rilevazione del 03.08).

Dalla precedente rilevazione della Commissione Europea (lunedì 14 settembre) alla presente rilevazione (lunedì 21 settembre), infatti, vi è stata una ulteriore rimodulazione delle accise nazionali Italia, con un aumento per il solo prodotto gasolio da 0,53290 a 0,57290 €/lt con decorrenza dal giorno 18.09.2026 sino al 25.09.2026.

Stanti i differenti metodi di stabilire il prezzo rilevato nei Paesi comunitari, con l’ITALIA che rileva una media settimanale dal lunedì alla domenica della settimana precedente (gli altri Paesi che hanno modificato le accise nell’ultima rilevazione – Portogallo e Romania, il primo in diminuzione e la seconda in aumento – si basano sul prezzo puntuale del lunedì), si avverte che la comunicazione del dato per IL GASOLIO da parte del MASE non è ESATTO: il MASE, infatti, ha comunicato bensì il prezzo esatto del prodotto, ma sfasato nelle sue componenti di imposta e prezzo industriale, computando l’accisa in vigore da venerdì 18 settembre come fosse stata vigente per tutta la settimana dal 14 al 20 settembre 2026, mentre l’accisa di 0,53290 €/litro è stata attiva per i giorni dal 14 al 17 settembre, mentre l’accisa di 0,57290 è stata attiva da venerdì 18 di settembre a domenica 20 settembre, con una media proxy (basata sui giorni, non sui volumi) di 0,55004, come da successivo prospetto.

Il risultato, mentre non è in discussione l’esattezza del prezzo alla pompa, è che il carico fiscale risulta meno elevato ed il prezzo industriale (prezzo al netto delle imposte) più alto. Naturalmente, visto che la Commissione pondera i prezzi a seconda dei consumi di ciascun Paese, non solo è il dato italiano ad avere inesattezze, ma altresì le medie ponderate sia dell’insieme comunitario (27 Paesi), sia dei 20 Paesi che hanno come valuta l’euro.

Nello specifico:

  • il dato del prezzo industriale Italia del gasolio è stato rilevato da Bruxelles (su comunicazione del MASE) come pari a 1,29712 €/lt, mentre nella media settimanale corretta è pari 1,31998, con una differenza di +0,02286 €/lt, per effetto della sopravvalutazione dell’accisa;
  • il dato del prezzo industriale del gasolio medio per i 27 Paesi è stato rilevato da Bruxelles come pari a 1,36594 €/lt, mentre nella media settimanale corretta calcolata da FIGISC in base ai coefficienti di ponderazione vigenti è pari a 1,36880, con una differenza di +0,00286;
  • il dato del prezzo industriale del gasolio medio per i 20 Paesi a valuta euro è stato rilevato da Bruxelles come pari a 1,37790 €/lt, mentre nella media settimanale corretta calcolata da FIGISC in base ai coefficienti di ponderazione vigenti è pari a 1,38348, con una differenza, sempre rispettivamente, di +0,00558 €/lt; differenze di importi marginali, ma non esatti;
  • per la correzione si vedano i dati alla pagina 11.

Per tutte queste circostanze, nella presente elaborazione FIGISC ha ritenuto di attenersi ai dati corretti e non a quelli della Commissione PER TUTTE LE GRANDEZZE CONSIDERATE NELL’ESPOSIZIONE.

La rilevazione effettuata ogni lunedì dal MASE contribuisce alla rilevazione dei prezzi che la Commissione Europea effettua ogni settimana in tutti i ventisette Paesi Membri dell’Unione Europea. L’ULTIMA RILEVAZIONE UTILE È QUELLA DEL 21.09.2026.

LA RILEVAZIONE COMUNITARIA DEI PREZZI DI DATA 21.09.2026 EVIDENZIA CHE SIA LA BENZINA CHE IL GASOLIO HANNO IL SETTIMO PREZZO PIÙ ELEVATO DELLA INTERA UNIONE EUROPEA (erano rispettivamente al settimo ed all’ottavo nella rilevazione del 14.09.2026).

Nel confronto con i prezzi comunitari del 21.09.2026 con la benzina a 2,14122 euro/litro, l’Italia si colloca in settima posizione, preceduta, in ordine di grandezza decrescente, da Danimarca, Olanda, Finlandia, Germania, Francia e Grecia, con media aritmetica dei 27 Paesi pari a 1,95935 euro/litro e media aritmetica dei Paesi di Eurozona a 1,96947 euro/litro; con il gasolio a euro/litro 2,28143, l’Italia si colloca in settima posizione, preceduta da Olanda, Finlandia, Danimarca, Germania, Belgio e Francia, con una media aritmetica dei 27 Paesi uguale a euro/litro 2,13758 e media aritmetica per i Paesi di Eurozona uguale a 2,13856 euro/litro.

Secondo la Commissione Europea, i dati delle medie ponderali (sui quantitativi di vendite) sarebbero i seguenti: benzina 27 Paesi, 2,09216 €/lt, gasolio 27 Paesi, 2,22644 €/lt, benzina Paesi area valutaria euro, 2,15752 €/lt, gasolio area valutaria euro, 2,26214, differenze non banali rispetto alle semplici medie aritmetiche basate sul prezzo per singola unità di prodotto.

Rispetto all’ultima rilevazione utile antecedente, che risale al 14.09.2026 il prezzo al consumo della benzina in Italia sarebbe aumentato di un +2,74 % contro la media ponderata dei 27 Paesi che segnala un incremento del +1,40 % e contro la media ponderata dei 20 Paesi dell’area euro in incremento pari anch’essa a +1,40 %, mentre le medie aritmetiche sono pari a +1,83 % e +1,80 %; quello del gasolio sarebbe aumentato di un +4,14 %  contro la media ponderata dei 27 Paesi che segnala un incremento del +3,14 % e contro la media ponderata dei 20 Paesi dell’area euro in incremento pari a +3,21 %, mentre le medie aritmetiche sono pari a +2,99 % e +2,91 %.

Il prezzo industriale sarebbe salito in Italia per la benzina di un +4,52 % contro una media ponderata dei 27 Paesi in salita equivalente a +2,19 %  e una media ponderata in incremento pari al +2,25 % dei 20 Paesi dell’area euro, e quello del gasolio aumentato in Italia del +4,53 % contro una media ponderata dei 27 Paesi in salita equivalente a +4,07 %  e una media ponderata in incremento pari al +4,36 % dei 20 Paesi dell’area euro; le medie aritmetiche per la benzina segnalano un +2,19 % per i 27 Paesi e un +2,25 % per i 20 Paesi dell’area euro; per il gasolio segnalano un +3,91 % per i 27 Paesi e un +3,91 % anche per i 20 Paesi dell’area euro.

Rispetto all’ultima rilevazione del 14.09.2026 – ultima utile antecedente comparata -, la classifica rimane stabile per la benzina (dal 7° al 7° posto) e peggiora di una posizione per il gasolio (dall’8° al 7° posto).

Rispetto allo «stacco con l’Europa», cioè alla differenza tra il prezzo industriale (ovvero il prezzo finale al netto delle imposte) italiano e quello dei 27 Paesi comunitari, la rilevazione del 14 settembre 2026, basata su medie ponderali sui quantitativi di vendite, SECONDO LA RILEVAZIONE COMUNITARIA evidenzia un DECREMENTO DELLO STACCO NEGATIVO della benzina, attestato ora al valore di euro/litro -0,029 (nella precedente rilevazione del 14.09.2026 era pari a -0,074) e anche UN DECREMENTO a -0,038 euro/litro sulla media ponderale dei Paesi dell’area euro (nella precedente rilevazione era pari a -0,077 euro/litro), nonché un DECREMENTO DELLO STACCO NEGATIVO del gasolio, attestatosi a un valore di euro/litro -0,049 (nella data del 14.09.2026, rilevazione antecedente, era infatti pari a -0,053 euro/litro) sui 27 Paesi comunitari, e anche un INCREMENTO a -0,064 euro/litro anche sulla media ponderale dei Paesi dell’area euro (nella precedente rilevazione era pari a -0,063 euro/litro).

Diverse sono le risultanze derivanti, dalle medie aritmetiche basate non sull’apporto ponderato dei consumi ma sui prezzi unitari: nel confronto sui 27 Paesi dell’Unione per la benzina lo stacco è positivo in aumento e pari a +0,027 euro/litro (in precedenza +0,009), e per il gasolio è neutro e pari a =0,000 euro/litro (in precedenza -0,008), nel confronto sui 20 Paesi di Eurozona per la benzina lo stacco è positivo per +0,038 euro/litro (in precedenza +0,021), e per il gasolio è positivo in aumento per +0,007 euro/litro (in precedenza pari a =0,000).

La media annuale dello stacco del prezzo industriale sulle medie ponderate in base ai consumi dei 20 Paesi dell’area euro – per il periodo 22.09.2025-21.09.2026 -, corrisponde per la benzina a -0,034 euro/litro ed a -0,049 euro/litro per il gasolio.

Per contro, la media annuale dello stacco del prezzo industriale sulle medie aritmetiche dei 27 Paesi comunitari – per il periodo 22.09.2025-21.09.2026 -, corrisponde per la benzina a +0,011 euro/litro ed a -0,016 euro/litro per il gasolio.

Per quanto attiene la rilevanza delle imposte sui carburanti ed in base alle medie aritmetiche l’Italia si colloca al 21.09.2026 al settimo posto per il prodotto benzina, con 1,059 euro/litro su totali 2,141 di prezzo al pubblico (contro la media di 0,904 a 27 Paesi e di 0,925 a 20 Paesi area euro), nonché al settimo per il prodotto gasolio con 0,961 euro/litro su 2,281 di prezzo al consumo (contro la media di 0,817 a 27 Paesi e di 0,826 a 20 Paesi area euro).

Al monitoraggio – effettuato in collaborazione con ASSOPETROLI-ASSOENERGIA – dei prezzi pubblicati dalla Commissione Europea risulta che nella rilevazione del 21 settembre 2026 lo “stacco Italia delle imposte sui carburanti” (quante imposte si pagano IN PIÙ OD IN MENO in Italia rispetto alla media dei ventisette Paesi U.E.) è pari a +0,066 €/litro per la benzina e +0,083 per il gasolio (in media ponderale tra i prodotti +0,074), rispetto alla media dei Paesi dell’area monetaria euro è pari a +0,057 €/litro per la benzina e +0,078 per il gasolio (in media ponderale tra i prodotti +0,067).

PREZZI COMUNITARI IN ORDINE DECRESCENTE DI IMPOSTE – BENZINA E GASOLIO €/LT

 

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