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RUBRICA SETTIMANALE PREZZI – SEMPRE NEL TUNNEL

LA SITUAZIONE NON EVOLVE

La tavola ed il grafico seguente, condotto sulla base di 326 rilevazioni a intervalli orari dalle ore 00:00 del 2 marzo alle ore 10:00 del 6 aprile, delle quotazioni internazionali future di greggio e raffinati, mettono in evidenza l’ampiezza delle escursioni del mercato che hanno caratterizzato il periodo successivo all’apertura dei mercati dopo il week end dell’inizio della guerra e fino a questo fine settimana: il greggio Brent in $/barile è aumentato di un +48,58 %, il raffinato benzina in $/gallone di un +40,95 % e infine il gasolio in $/tonnellata di un +98,89 % (fonte: Investing), dopo una punta massima di +107,64 %, sempre in data 06.04.2026.

Questa escalation, perdurante ormai da un mese e comune al mondo intero, sta generando seri timori in ordine non solo sul livello dei prezzi, ma altresì una disponibilità reale di prodotti a causa non solo dei blocchi del traffico, ma anche della integrità dei siti di lavorazione compromessi dalle azioni belliche.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha evidenziato che l’attuale crisi ha sottratto all’offerta più di 12 milioni di barili/giorno, una quantità superiore alla somma delle sottrazioni delle due crisi degli anni ’70 (in tutto circa 10 milioni di barili); in ciascuna di queste crisi l’offerta ha subìto una strozzatura di circa il 10-12 % del totale (negli anni ’70 l’offerta era circa la metà di quella attuale).

Secondo l’Unione Europea, sono necessari “un monitoraggio rigoroso, meccanismi rapidi di condivisione delle informazioni e il coordinamento. Qualsiasi rischio di emergenza o cambiamento sostanziale nell’approvvigionamento di petrolio e nelle condizioni del settore, comprese le scorte commerciali, deve essere monitorato e notificato alla Commissione per garantire una valutazione continua e un’azione coordinata”.

In questa ottica, sostiene Bruxelles, gli Stati membri dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’UE, nonché rinviare qualsiasi intervento di manutenzione non urgente nelle raffinerie.

Siamo di fronte, pertanto, ad una situazione non solo gravissima per tutti gli effetti connessi alle fonti energetiche prevalenti ed incerta sugli esiti ed i tempi di una normalizzazione, ma altresì ad una fase di fibrillazione dei mercati, soggetti ad ogni sollecitazione data dall’evolversi della guerra (lo testimoniano gli sbalzi giornalieri pur nella tendenza agli aumenti) e quindi non più capaci di autoregolarsi responsabilmente. Il risultato è la corsa delle quotazioni, con tutte le ricadute a valle su scala mondiale.

La crisi ha prodotto finora nell’ambito della Unione Europea alcune misure di contrasto fiscale: dall’inizio della crisi lungo il mese di marzo fino al 30.03 alcuni Stati europei sono intervenuti a modificare la fiscalità dei carburanti per attutire l’impatto dei prezzi e, segnatamente:

  • l’Italia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,244 €/lt per ambedue i prodotti (DL 33 del 18 marzo e DL 42 del 3 aprile)
  • la Slovenia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,118 €/lt per la benzina e di -0,234 per il gasolio
  • l’Irlanda con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,106 €/lt per la benzina e di -0,148 per il gasolio
  • la Spagna con un ribasso di accisa ed IVA di -0,177 €/lt per la benzina e di -0,096 per il gasolio
  • la Polonia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,094 €/lt per la benzina e di -0,089 per il gasolio
  • l’Ungheria con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,073 €/lt per la benzina e di -0,074 per il gasolio.
  • il Portogallo con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,023 €/lt per la benzina e di -0,033 per il gasolio.

Dal 18.03 (giorno prima della riduzione di accisa) al 05.04, il prezzo medio nazionale MIMIT è disceso di -0,086 €/lt per la benzina self, di -0,085 per la benzina servito, è invece salito di +0,036 per il gasolio self e +0,027 per il gasolio servito. Si tratta di aumenti molto inferiori alla diminuzione di prezzo attesa dalla riduzione dell’accisa (-0,244 €/lt).

Ma la riduzione delle accise di per sé NON HA IL POTERE DI MODIFICARE LE DINAMICHE DEL MERCATO INTERNAZIONALE, INOLTRE – si ribadisce con insistenza – è STATO IRRESPONSABILE e DEMAGOGICO SOSTENERE CHE IL PREZZO FINALE DEL GASOLIO SAREBBE SCESO SOTTO I 2 EURO.

Le quotazioni internazionali dei raffinati in area Mediterraneo da 18.03 al 05.04 sono aumentate di +0,061 €/lt per la benzina e di +0,347 €/lt per il gasolio: ossia GLI AUMENTI DEI RAFFINATI hanno assorbito il 25,0 % dello sconto per la benzina e il 142,2 % di quello per il gasolio, IN MEDIA PONDERATA SUL MIX DEI CONSUMI DEI DUE PRODOTTI, HANNO STRACCIATO IL 95,3 % DELLO SCONTO.

Il che non fa che confermare i forti dubbi sulla efficacia di riduzioni di accisa – per il gasolio in via principale – in competizione con lo sfrenato rally dei mercati internazionali: ad esempio, il giorno 02.04, IN UN SOLO GIORNO, l’aumento della quotazione del gasolio è stato di +0,152 €/lt (62,3 % dello sconto di accisa).

Il che rende del tutto ozioso ogni ragionamento “sopra o sotto i 2 euro” per tale prodotto.

I DATI DAL 19.03.2026, SUCCESSIVAMENTE ALLA RIDUZIONE D’ACCISA

Nella tavola seguente sono rappresentati i dati del confronto tra la data del 18.03 (ultimo giorno prima della riduzione di accisa) a la data del 05.04.2026.

Dal 18.03 al 05.04 (i dati, pertanto, neanche tre settimane), la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è salita da 107,38 a 109,03 $, ossia di +1,65 $ e di un +1,54 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +1,23 € (da 93,37 a 94,60 €, +1,32 %), con un marginalissimo apprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1500 a 1,1525, +0,22 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati, che è quella che conta sui prezzi finali (non è il greggio che va nei serbatoi, checché ne dicano le associazioni dei consumatori) ha subito impatti ben più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +392,75 $/tonnellata (ossia da 1.224,75 a 1.617,50, +32,07 %), per la benzina la misura è minore, con +81,50 $ (da 1.054,59 a 1.136,00, +7,73 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,847 €/lt a 0,908, con un +7,20 % e 0,061 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 1,100 a 1,447 €/lt, prendendo un +31,55 % e 0,347/lt in più.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 27.03, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue E SOLO IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,868 a 1,782 €/lt, -4,60 % e -0,086 €/lt, medio benzina servito, da 1,999 a 1,914 €/lt, -4,25 % e -0,085 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 2,103 a 2,139 €/lt, +1,71 % e +0,036 €/lt, medio gasolio servito, da 2,233 a 2,260 €/lt, +1,21 % e +0,027 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un -6,87 % e -0,134 €/lt (da 1,950 a 1,816 €/lt), quello del gasolio self un -0,55 % e +0,012 €/lt (da 2,169 a 2,157).

I prezzi in extra rete hanno lasciato per la benzina un -8,67 % e -0,158 €/lt (da 1,823 a 1,665), per il gasolio un -1,06 % e -0,022 €/lt (da 2,078 a 2,056).

I DATI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Dal 27.02 al 05.04 (i dati, pertanto, sono di Dal 27.02 al 27.03 (i dati, pertanto, coincidono con un intero mese di osservazione), la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è salita da 72,87 a 109,03 $, ossia di +36,16 $ e di un +49,62 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +32,87 € (da 61,73 a 94,60 €, +53,25 %), complice anche un marcato deprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1805 a 1,1525, -2,37 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati ha subito impatti assai più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +854,50 $/tonnellata (da 763,00 a 1.617,50, +111,99 %), per la benzina la misura è minore, con +410,75 $ (da 725,25 a 1.136,00, +56,64 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,566 €/lt a 0,908, con un +60,42 % e 0,342 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 0,666 a 1,447 €/lt, prendendo un +117,27 % e 0,781/lt in più, ossia oltre il raddoppio.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 05.04, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue E SOLO IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,672 a 1,782 €/lt, +6,58 % e +0,110 €/lt, medio benzina servito, da 1,811 a 1,914 €/lt, +5,69 % e +0,103 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 1,723 a 2,139 €/lt, +24,14 % e +0,416 €/lt, medio gasolio servito, da 1,859 a 2,260 €/lt, +21,57 % e +0,401 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un +2,31 % e +0,041 €/lt (da 1,775 a 1,816 €/lt), quello del gasolio self un +18,26 % e +0,333 €/lt (da 1,824 a 2,157).

I prezzi in extra rete hanno preso per la benzina un +9,11 % e +0,139 €/lt (da 1,526 a 1,665), ma per il gasolio l’incremento è di un +28,98 % e di +0,462 €/lt (da 1,594 a 1,839).

GLI ALTRI PRODOTTI

Per i prezzi degli altri prodotti per il periodo 27.02-05.04.2026, la tabella seguente evidenzia, in somma sintesi:

  • un effetto nullo della riduzione di accisa (da 0,147 a 0,092 €/lt) per il GPL che è stata annullata dall’inizio di aprile dall’aumento dei prezzi di contratto mensili del Bethioua (+154,43 €/klt propano e +190,11 butano),
  • la sostanziale coerenza delle variazioni tra HVO e gasolio,
  • gli aumenti del metano e del GNL (in correlazione con gli aumenti del gas naturale).

LA SOGLIA “DEMAGOGICA” DEI DUE EURO/LITRO

La tabella seguente conteggia, sulla base dei dati del file MIMIT “il prezzo alle 8”, le variazioni che si sono verificate sui prezzi alla rete tra il giorno 18.03 e il giorno 05.04, ossia tra il giorno prima della riduzione dell’accisa e il giorno di Pasqua.

Sul numero totale dei prezzi comunicati al MIMIT, pertanto, sono stati calcolati, per prodotto e per modalità di servizio, quanti prezzi hanno valore superiore a 2,000 €/lt e quale quota percentuale sul totale questi hanno rappresentato nelle due giornate predette.

 

Tralasciando la statistica sulla benzina self (quote irrisorie, 0,26 %), per la benzina servito i valori superiori ai 2 euro sono scesi dal 51,11 % del totale del giorno 18.03 al 18,80 % del giorno 05.04, per il gasolio self dal 95,69 % all’82,89 % e infine per il gasolio servito sono saliti dal 97,50 % al 98,15 %, a dimostrazione della demagogia sul “prezzo a 2 euro” che, da un lato, ha diffuso una impressione sciagurata che basta calare le accise per infischiarsene dell’andamento del mercato internazionale, dall’altro ha generato l’aspettativa di un diritto astratto come fossimo ancora all’era del Comitato Interministeriale Prezzi.