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RUBRICA SETTIMANALE PREZZI – MASSIMA INCERTEZZA E VOLATILITÀ

LA SITUAZIONE RIMANE ASSOLUTAMENTE INDEFINITA

Come abbiamo scritto più volte nei giorni scorsi, non c’è da confidare in facili illusioni: la situazione geopolitica è assolutamente precaria, in qualunque momento la tregua è revocabile sia per gli eventi bellici ancora in corso in Libano sia per la grande distanza esistente nelle negoziazioni tra USA e Iran, non è certo alcun esito finale positivo (sullo sfondo non si sa cosa accada al termine della tregua concordata), senza contare che nulla è cambiato sui fondamentali reali: lo stretto è di fatto tuttora parzialmente bloccato ed i transiti avvengono ad arbitrio dell’Iran.

Questa escalation, perdurante ormai da 40 giorni e comune al mondo intero, sta generando seri timori in ordine non solo al livello dei prezzi, ma altresì al livello della disponibilità reale di taluni prodotti.

Dopo gli allarmi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia sul fatto che l’attuale crisi ha sottratto all’offerta più di 12 milioni di barili/giorno, dopo i moniti dell’Unione Europea agli Stati membri ad

astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’UE, nonché rinviare qualsiasi intervento di manutenzione non urgente nelle raffinerie, anche l’OCSE sostiene ora che i Paesi dovrebbero eliminare i tagli delle tasse sui carburanti: come già successo dopo la guerra in Ucraina, i tagli delle accise rischiano oggi di aggravare i deficit degli Stati e aumentare l’inflazione. L’OCSE raccomanda di limitare gli aiuti alle fasce deboli dei consumatori e alle aziende energivore.

Siamo di fronte, pertanto, ad una situazione non solo gravissima per tutti gli effetti connessi alle fonti energetiche prevalenti ed incerta sugli esiti ed i tempi di una normalizzazione, ma altresì ad una fase di fibrillazione dei mercati, soggetti ad ogni sollecitazione data dall’evolversi della guerra ed agli annunci spot e quindi non più capaci di autoregolarsi responsabilmente.

Lo testimoniano gli sbalzi giornalieri degli ultimi giorni: il greggio prima scende da 110 a 90 $/barile e il giorno dopo risale a 100, il gasolio perde 229 $/tonnellata e il giorno dopo ne recupera quasi 90.

La crisi ha prodotto finora nell’ambito della Unione Europea alcune misure di contrasto fiscale: dall’inizio della crisi lungo il mese di marzo fino al 30.03 alcuni Stati europei sono intervenuti a modificare la fiscalità dei carburanti per attutire l’impatto dei prezzi e, segnatamente:

  • l’Italia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,244 €/lt per ambedue i prodotti (DL 33 del 18 marzo e DL 42 del 3 aprile)
  • la Slovenia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,118 €/lt per la benzina e di -0,234 per il gasolio
  • l’Irlanda con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,106 €/lt per la benzina e di -0,148 per il gasolio
  • la Spagna con un ribasso di accisa ed IVA di -0,177 €/lt per la benzina e di -0,096 per il gasolio
  • la Polonia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,094 €/lt per la benzina e di -0,089 per il gasolio
  • l’Ungheria con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,073 €/lt per la benzina e di -0,074 per il gasolio
  • la Croazia con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,066 €/lt per il gasolio
  • l’Austria con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,060 €/lt per ambedue i prodotti
  • il Portogallo con un ribasso di accisa (con IVA) di -0,039 €/lt per la benzina e di -0,065 per il gasolio.

Dal 18.03 (giorno prima della riduzione di accisa) al 10.04, il prezzo medio nazionale MIMIT è disceso di -0,078 €/lt per la benzina self, di -0,075 per la benzina servito, è invece salito di +0,077 per il gasolio self e +0,081 per il gasolio servito. Si tratta di variazioni molto inferiori e addirittura di segno opposto agli effetti sul prezzo attesi dalla riduzione dell’accisa (-0,244 €/lt).

Ma la riduzione delle accise di per sé NON HA IL POTERE DI MODIFICARE LE DINAMICHE DEL MERCATO INTERNAZIONALE, INOLTRE – si ribadisce con insistenza – è STATO IRRESPONSABILE e DEMAGOGICO ATTACCARE L’ASTICELLA DEL PREZZO DEL GASOLIO AL LIVELLO DEI 2 EURO.

Le quotazioni internazionali dei raffinati in area Mediterraneo da 18.03 al 10.04 sono diminuite solo di -0,011 €/lt per la benzina e sono aumentate di +0,075 €/lt per il gasolio e solo grazie alle diminuzioni degli ultimi giorni: ossia GLI AUMENTI DELLE QUOTAZIONI DEL RAFFINATO GASOLIO AD ORA hanno assorbito il 31,0 % dello sconto (RISPETTO AL 142,2 % di UNA SETTIMANA FA) MENTRE RIMANE INTONSO QUELLO SULLA BENZINA.

Il che non fa che confermare i forti dubbi sulla efficacia e percezione delle riduzioni di accisa in competizione con le fibrillazioni dei mercati internazionali: ad esempio, il giorno 2 aprile, IN UN SOLO GIORNO, l’aumento della quotazione del gasolio è stato di +0,152 €/lt, mentre il giorno 7 aprile, ANCORA IN UN SOLO GIORNO, la diminuzione è stata di -0,180 €/lt, e il 10 aprile il calo vale -0,070 €/lt, ma con altrettanta facilità ci si può attendere aumenti altrettanto violenti.

Il che rende del tutto ozioso ogni ragionamento “sopra o sotto i 2 euro” per tale prodotto.

I DATI DAL 19.03.2026, SUCCESSIVAMENTE ALLA RIDUZIONE D’ACCISA

Nella tavola seguente sono rappresentati i dati del confronto tra la data del 18.03 (ultimo giorno prima della riduzione di accisa) a la data del 10.04.2026.

Dal 18.03 al 10.04, la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è scesa da 107,38 a 95,20 $, ossia di -12,18 $ e di un -11,34 %, mentre la quotazione in €/barile ha perso -12,08 € (da 93,37 a 81,29 €, -12,94 %), con un apprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1500 a 1,1711, +1,83 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati, che è quella che conta sui prezzi finali (non è il greggio che va nei serbatoi) ha subito dinamiche in aumento: per il gasolio l’escursione è di +109,75 $/tonnellata (ossia da 1.224,75 a 1.334,50, +8,96 %), per la benzina la misura è minore, con +7,50 $ (da 1.054,59 a 1.062,00, +0,71 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo cala da 0,847 €/lt a 0,836, con un -1,30 % e 0,011 €/lt in mano; il raffinato gasolio sale da 1,100 a 1,175 €/lt, prendendo un +6,82 % e 0,075/lt in più.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 10.04, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03 e al DL 42/2026: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,868 a 1,790 €/lt, -4,18 % e -0,078 €/lt, medio benzina servito, da 1,999 a 1,924 €/lt, -3,75 % e -0,075 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 2,103 a 2,180 €/lt, +3,66 % e +0,077 €/lt, medio gasolio servito, da 2,233 a 2,314 €/lt, +3,63 % e +0,081 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un -6,51 % e -0,127 €/lt (da 1,950 a 1,823 €/lt), quello del gasolio self un +1,61 % e +0,035 €/lt (da 2,169 a 2,204).

I prezzi in extra rete hanno lasciato per la benzina un -13,38 % e -0,244 €/lt (da 1,823 a 1,579), per il gasolio un -5,15 % e -0,107 €/lt (da 2,078 a 1,971).

I DATI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Dal 27.02 al 10.04, la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è salita da 72,87 a 95,20 $, ossia di +22,33 $ e di un +30,64 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +19,56 € (da 61,73 a 81,29 €, +31,69 %), complice anche un deprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1805 a 1,1711, -0,80 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati ha subito impatti assai più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +571,50 $/tonnellata (da 763,00 a 1.334,50, +74,90 %), per la benzina la misura è minore, con +336,75 $ (da 725,25 a 1.062,00, +46,43 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,566 €/lt a 0,836, con un +47,70 % e 0,270 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 0,666 a 1,175 €/lt, prendendo un +76,43 % e 0,509/lt in più.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 10.04, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03 e DL 42/2026: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,672 a 1,790 €/lt, +7,06 % e +0,118 €/lt, medio benzina servito, da 1,811 a 1,924 €/lt, +6,24 % e +0,113 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 1,723 a 2,180 €/lt, +26,52 % e +0,457 €/lt, medio gasolio servito, da 1,859 a 2,314 €/lt, +24,48 % e +0,455 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un +2,70 % e +0,048 €/lt (da 1,775 a 1,823 €/lt), quello del gasolio self un +20,83 % e +0,380 €/lt (da 1,824 a 2,204).

I prezzi in extra rete hanno preso per la benzina un +3,47 % e +0,053 €/lt (da 1,526 a 1,679), ma per il gasolio l’incremento è di un +23,65 % e di +0,377 €/lt (da 1,594 a 1,971).

I MARGINI INDUSTRIALI LORDI

Il margine industriale lordo [=prezzo finale meno imposte + quotazione raffinato)] dallo scoppio della guerra (27.02.2026-10.04.2026) ha subito varie oscillazioni in dipendenza delle variazioni delle quotazioni dei prodotti raffinati e, in un paio di giorni, delle variazioni di accisa, come esposto nel grafico seguente che evidenzia le movimentazioni contrapposte tra le due variabili (quando la quotazione aumenta, il margine diminuisce e viceversa). Nel caso del gasolio, la somma di tutte le variazioni giornaliere della quotazione del raffinato somma 0,417 €/litro, quella delle variazioni giornaliere del margine somma 0,137 €/lt.

Tuttavia la media del periodo 27.02.2026-10.04.2026 (sulla benzina 0,241 €/lt, sul gasolio 0,194) risulta in parte diversa dalla media del margine industriale loro dell’anno 27.02.2025-26.02.2026, che vale 0,233 €/lt per la benzina e 0,217 per il gasolio, ossia più bassa per la benzina e più alta per il gasolio. Se si fa la media dei due prodotti in base al mix dei consumi (40 % benzina e 60 % gasolio), si osserva che nel periodo dallo scoppio della guerra il margine è leggermente minore di quello registrato come media nell’anno precedente: 0,213 €/lt contro 0,223.

GLI ALTRI PRODOTTI

Per i prezzi degli altri prodotti per il periodo 27.02-10.04.2026, la tabella seguente evidenzia, in somma sintesi:

  • un effetto nullo della riduzione di accisa (da 0,147 a 0,092 €/lt) per il GPL che è stata annullata dall’inizio di aprile dall’aumento dei prezzi di contratto mensili del Bethioua (+154,43 €/klt propano e +190,11 butano),
  • la sostanziale coerenza delle variazioni tra HVO e gasolio,
  • gli aumenti del metano e del GNL (in correlazione con gli aumenti del gas naturale).

LA SOGLIA “INATTENDIBILE” DEI DUE EURO/LITRO

La tabella seguente conteggia, sulla base dei dati del file MIMIT “il prezzo alle 8”, le variazioni che si sono verificate sui prezzi alla rete tra il giorno 18.03 e il giorno 10.04, ossia tra il giorno prima della riduzione dell’accisa e quest’ultimo venerdì.

Sul numero totale dei prezzi comunicati al MIMIT, pertanto, sono stati calcolati, per prodotto e per modalità di servizio, quanti prezzi hanno valore superiore a 2,000 €/lt e quale quota percentuale sul totale questi hanno rappresentato nelle due giornate predette.

 

 Tralasciando la statistica sulla benzina self (quote irrisorie, 0,26 %), per la benzina servito i valori superiori ai 2 euro sono scesi dal 51,11 % del totale del giorno 18.03 al 18,80 % del giorno 05.04, per il gasolio self dal 95,69 % all’82,89 % e infine per il gasolio servito sono saliti dal 97,50 % al 98,15 %, a dimostrazione della demagogia sul “prezzo a 2 euro” che, da un lato, ha diffuso una impressione sciagurata che basta calare le accise per infischiarsene dell’andamento del mercato internazionale, dall’altro ha generato l’aspettativa di un diritto astratto come se non ci fosse più mercato.