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ANISA: REPORT AUTOSTRADE IN CONCESSIONE 2001-2018

È stato recentemente pubblicato il Report autostrade in concessione 2001-2018, elaborato da ANISA, che offre un aggiornamento a tutto l’esercizio 2018 – partendo dal 2001 e dunque con un intervallo di studio diciottennale – delle principali dinamiche indicative della performance della rete autostradale in concessione, ossia i   volumi di vendita dei principali carburanti (benzina, gasolio e gpl), l’evoluzione della rete delle aree di servizio e degli erogati medi per punti vendita carburanti nonché quella delle vendite di beni diversi dai carburanti ed offerta di punti di servizio food&beverage, l’evoluzione del traffico, o, più precisamente, delle percorrenze chilometriche delle classi di veicoli sulla rete, dell’ammontare dei pedaggi della stima delle dinamiche evolutive della spesa complessiva degli utenti per acquisti di carburanti, di altri generi e per pedaggi, con ulteriori elaborazioni relative alla stima delle vendite di carburante per chilometri di percorrenza dei veicoli sulla rete, al confronto dei prezzi dei carburanti sulla rete autostradale con quelli della rete in generale e relazioni con la dinamica delle vendite, alla valutazione dello scostamento tra le dinamiche di vendita della rete autostradale e le vendite in generale, con anche un approfondimento (per un periodo di studio più ristretto, dal 2011 al 2018) dell’incidenza delle royalty in un campione significativo della rete autostradale in concessione.

La focalizzazione sulla rete autostradale in concessione (che costituisce un campione di tutta la rete autostradale assai significativo, pari, cioè, ad oltre l’86 % della rete ed a oltre il 91 % delle aree di servizio) trova la sua motivazione in alcuni fatti oggettivi: diventa, infatti, sempre meno sufficiente il dato delle vendite rete segmento autostradale diffuso dal MiSE, in dipendenza della progressiva osmosi tra vendite in rete e vendite in extrarete, la cui classificazione non rende distinguibili i volumi venduti in extrarete che rifluiscono sulla rete (aspetto che se vale in generale su tutta la rete, acquista significatività anche su quella autostradale in dipendenza dei new comers operanti con le assegnazioni successive alla definizione del piano di razionalizzazione della rete), cui si aggiunge il fatto che le statistiche MiSE non distinguono per il prodotto gpl i volumi venduti in rete ordinaria da quelli in rete autostradale. Dati che, per contro, è possibile reperire dalle statistiche di fine esercizio di AISCAT, che tratta con precisione dei servizi (in offerta di punti vendita, volumi e valori) all’utenza.

Ragioni sufficienti per preferire un esame più dettagliato, sia pure limitato ad un campione ampiamente rappresentativo (ossia la rete in concessione), che uno meno preciso sulla totalità della rete autostradale.

I dati emersi dall’aggiornamento confermano pressoché integralmente le analisi già sviluppate in precedenza, rispetto alle quali confermano le tendenze ampiamente note – pur evidenziandosi qualche rallentamento dei fenomeni più negativi – quali:

– la continua perdita in volume di vendite di carburanti (-65,67 % sul 2001, – 59,63 % sul 2007, -35,87 % sul 2012 e -4,25 % sul 2017);

– la corrispondente flessione dell’erogato medio della rete dei punti vendita (-66,98 % sul 2001, -61,06 sul 2007. -32,61 sul 2012 e -0,54 % sul 2017) che nell’intero periodo di studio crolla da 9,8 a 3,2 milioni di litri/pv;

– la palese anomalia che evidenzia nella rete autostradale in concessione rispetto al 2001 una flessione quadrupla rispetto alle dinamiche delle vendite complessive (rete ed extrarete) nel medesimo intervallo temporale (-65,67 % vs/ -14,25 %);

– la flessione in valore delle vendite di altri generi (+6,34 % sul 2001, ma -16,19 % sul 2007. -6,63 % sul 2012 e -0,29 % sul 2017, ma che, rapportate ad una aspettativa di spesa in base alle variabili del tasso cumulato di inflazione e del tasso di variazione del traffico, evidenzia, ad esempio, per il 2018 un gap di 32 punti percentuali in meno);

– l’incremento dei pedaggi (+100,96 % sul 2001, dato pari a 3,6 volte il tasso di inflazione cumulato, +47,60 % sul 2007, +27,20 % sul 2012 e +3,23 % sul 2017);

– l’incidenza di royalty che si mantengono elevate per unità di prodotto e/o di spesa (nel 2018 pari a circa il 9 % della spesa degli utenti stimata per acquisti si carburanti ed altri generi), nonostante tendano naturalmente ad adeguarsi alla dinamica delle vendite;

– la persistenza – seppure con una attenuazione nell’ultimo biennio – di forti gap concorrenziali del prezzo dei carburanti rispetto alle politiche commerciali della rete ordinaria;

– per contro, un progressivo incremento delle percorrenze veicoli-km (+18,92 % sul 2001, +5,21 % sul 2007, +13,81 % sul 2012 e +3,75 % sul 2017), dato che va raffrontato criticamente con la performance negativa delle vendite.

Secondo i dati AISCAT, nel periodo dal 2001 al 2018 le vendite della rete autostradale in concessione dei principali carburanti – benzina, gasolio e gpl – sono cadute del 65,67 % (da 4.181,2 milioni di litri a 1.435,5).

Nello specifico dei prodotti nel periodo dal 2001 al 2018,

– la benzina ha avuto una flessione di 84,69 punti percentuali (da 1.602,9 milioni di litri a 245,4),

– il gasolio ha avuto una flessione di 56,17 punti percentuali (da 2.387,2 milioni di litri a 1.046,4),

– persino il gpl registra sui volumi del 2001 un calo di 24,80 punti percentuali (da 191,1 milioni di litri a 143,7).

Nel periodo dal 2007 al 2018 – ossia fissando un termine di confronto anteriore alla crisi economica – le vendite della rete autostradale in concessione dei principali carburanti – benzina, gasolio e gpl – sono cadute del 59,63 % (da 3.555,5 milioni di litri a 1.435,5).

Nello specifico dei prodotti nel periodo dal 2007 al 2018,

– la benzina ha avuto una flessione di 70,15 punti percentuali (da 822,0 milioni di litri a 245,4),

– il gasolio ha avuto una flessione di 59,93 punti percentuali (da 2.611,3 milioni di litri a 1.046,4),

– il gpl registra sui volumi del 2007 una crescita di 17,59 punti percentuali (da 122,2 milioni di litri a 143,7).

Nel periodo dal 2012 al 2018 – ossia fissando un termine di confronto sull’esercizio che ha registrato la più severa contrazione di traffico – le vendite della rete autostradale in concessione dei principali carburanti – benzina, gasolio e gpl – sono cadute del 35,87 % (da 2.238,5 milioni di litri a 1.435,5).

Nello specifico dei prodotti nel periodo dal 2012 al 2018,

– la benzina ha avuto una flessione di 37,04 punti percentuali (da 389,8 milioni di litri a 245,4),

– il gasolio ha avuto una flessione di 36,27 punti percentuali (da 1.641,8 milioni di litri a 1.046,4),

– il gpl registra sui volumi del 2012 una flessione di 30,55 punti percentuali (da 206,9 milioni di litri a 143,7).

Sul totale delle perdite di volumi di vendite (2.745,7 milioni di litri dal 2001 al 2018),

– il 22,8 % è maturato nel periodo 2002-2007 (625,7 milioni di litri),

– il 48,0 % nel periodo 2008-2012 (1,317,0 milioni di litri),

– il 29,2 % (803,0 milioni di litri) nel periodo 2013-2018.

Per “vendite di beni diversi dai carburanti” – o secondo la definizione di AISCAT “vendite di generi vari” – si intendono “gli incassi relativi alle sole vendite soggette a royalties con esclusione di quelle complementari (es. giornali, tabacchi, lotterie, etc.)” (precisazione AISCAT), dovendosi pertanto considerare che la stima della spesa degli utenti che viene sviluppata nel Report non include quella relativa alle vendite definite “complementari” (e che, di conseguenza, la spesa totale reale è superiore a quella stimata).

Secondo i dati AISCAT, nel periodo dal 2001 al 2018 le vendite della rete autostradale in concessione dei generi diversi dai carburanti sono cresciute del 6,34 % (da 801,4 milioni di euro a 852,2).

La determinazione del volume d’affari medio per ciascun punto di servizio dei generi diversi dai carburanti si ottiene

– sommando i volumi delle vendite complessive dei generi diversi dai carburanti;

– dividendo il risultato per la somma del numero dei punti di servizio (PV ristorazione + PV bar).

In relazione, pertanto, ai punti vendita attivi nella rete in concessione – stanti modificazioni in aumento assai significativo del loro numero nell’ordine del 16-17 % sui dati del 2001 e 2007, in diminuzione di 4-5 punti percentuali sul 2012 -, il volume d’affari medio per punto vendita di generi di versi dai carburanti è diminuito nel periodo dal 2001 al 2018 di 9,17 punti percentuali, passando da 1,649 milioni di euro a 1,498.

Nel periodo dal 2007 al 2018, la flessione è pari a 27,68 punti percentuali (da 2,071 milioni di euro a 1,498), nel periodo dal 2012 al 2018, la flessione è pari a 2,20 punti percentuali (da 1,531 milioni di euro a 1,498) e nel 2018 rispetto al 2017, si registra un incremento pari a 0,93 punti percentuali (da 1,484 milioni di euro a 1,498).

Al di là dei valori delle vendite di generi diversi dai carburanti registrati ai valori correnti negli anni dal 2001 al 2018, è stata sviluppata una stima dell’aspettativa di tali vendite in funzione composta sia del tasso di inflazione che delle dinamiche del traffico (espresso in percorrenze veicoli-km) che offre una visione più oggettiva della situazione: con un tasso di inflazione cumulato del 28 % ed una variazione cumulata del traffico del 19 % sul 2001, le vendite reali del 2018 – ad esempio – sono inferiori del 32 % all’aspettativa stimata in funzione di inflazione e traffico.

Secondo i dati AISCAT, nel periodo dal 2001 al 2018 le percorrenze complessive (VT) in milioni veicoli-km rete autostradale in concessione sono cresciute del 18,92 % (da 73.143,4 milioni a 86.979,5).

Nello specifico delle classi di veicoli, nel periodo dal 2001 al 2018,

– le percorrenze dei veicoli leggeri (VL) hanno avuto una crescita di 19,65 punti percentuali (da 55.886,8 milioni a 66.867,0),

– le percorrenze dei veicoli pesanti (VP) hanno avuto una crescita di 16,55 punti percentuali (da 17.256,6 milioni a 20,112,5).

Nel periodo dal 2007 al 2018 – ossia, fissando un termine di confronto anteriore alla crisi economica – le percorrenze complessive (VT) in milioni veicoli-km rete autostradale in concessione sono cresciute del 5,21 % (da 83.787,1 milioni a 86.979,5).

Nello specifico delle classi di veicoli, nel periodo dal 2007 al 2018,

– le percorrenze dei veicoli leggeri (VL) hanno avuto una crescita di 5,21 punti percentuali (da 63.557,5 milioni a 66.867,0),

– le percorrenze dei veicoli pesanti (VP) hanno avuto una flessione di 0,58 punti percentuali (da 20.229,6 milioni a 20,112,5).

Nel periodo dal 2012 al 2018 – ossia fissando un termine di confronto sull’esercizio che ha registrato la più severa contrazione di traffico – le percorrenze complessive (VT) in milioni veicoli-km rete autostradale in concessione sono cresciute del 13,81 % (da 76.424,9 milioni a 86.979,5).

Nello specifico delle classi di veicoli, nel periodo dal 2012 al 2018,

– le percorrenze dei veicoli leggeri (VL) hanno avuto una crescita di 13,18 punti percentuali (da 58.177,4 milioni a 66.867,0),

– le percorrenze dei veicoli pesanti (VP) hanno avuto una crescita di 15,94 punti percentuali (da 17.347,0 milioni a 20,112,5).

Nel 2018 rispetto all’esercizio immediatamente precedente 2017 le percorrenze complessive (VT) in milioni veicoli-km rete autostradale in concessione sono cresciute del 3,75 % (da 83.832,6 milioni a 86.979,5).

In un raffronto delle dinamiche delle percorrenze e di quelle delle vendite dei carburanti:

– sul periodo 2001-2018, ad un incremento delle percorrenze totali di 18,92 punti percentuali corrisponde un decremento delle vendite di carburanti di 65,67 punti percentuali;

– sul periodo 2007-2018, ad un incremento delle percorrenze totali di 3,81 punti percentuali corrisponde un decremento delle vendite di carburanti di 59,63 punti percentuali;

– sul periodo 2012-2018, ad un incremento delle percorrenze totali di 13,81 punti percentuali corrisponde un decremento delle vendite di carburanti di 35,87 punti percentuali;

– sul periodo 2017-2018, ad un incremento delle percorrenze totali di 3,75 punti percentuali corrisponde un decremento delle vendite di carburanti di 4,25 punti percentuali.

L’ammontare lordo dei pedaggi nella rete autostradale in concessione – ossia del volume dei pedaggi comprensivo sia di IVA che del canone aggiuntivo di cui alla L. 102/2009 – ha avuto le seguenti variazioni:

– dal 2001 al 2018 registra un incremento di 100,96 punti percentuali, passando da 4.135,0 a 8.309,7 milioni di euro;

– dal 2007 al 2018 registra un incremento di 47,60 punti percentuali, passando da 5.630,0 a 8.309,7 milioni di euro;

– dal 2012 al 2018 registra un incremento di 27,20 punti percentuali, passando da 6.533,0 a 8.309,7 milioni di euro;

– dal 2017 al 2018 registra un incremento di 3,23 punti percentuali, passando da 8.050,0 a 8.309,7 milioni di euro.

La resa per km di percorrenza – ossia, anno per anno, del volume complessivo dei pedaggi lordi diviso per la somma delle percorrenze veicoli-km totali – ha avuto le seguenti variazioni:

– dal 2001 al 2018 registra un incremento di 68,99 punti percentuali, passando da 0,057 a 0,096 euro/km;

– dal 2007 al 2018 registra un incremento di 42,18 punti percentuali, passando da 0,067 a 0,096 euro/km;

– dal 2012 al 2018 registra un incremento di 11,76 punti percentuali, passando da 0,085 a 0,096 euro/km;

– dal 2017 al 2018 registra una invarianza, rimanendo attestato a 0,096 euro/km.

L’incremento dei pedaggi lordi, commisurato dal 2001 al 2018 in un’escursione del 100,96 %, equivale a 3,6 volte la dinamica cumulata del tasso di inflazione maturato dal 2001 al 2018, pari al 27,80 %.

Alla stima della spesa complessiva – con i limiti di cui si precisa in seguito – degli utenti della rete autostradale in concessione contribuiscono le seguenti categorie:

– acquisti di carburanti (somma dei principali prodotti, benzina, gasolio e gpl);

– altri acquisti diversi dai carburanti;

– pedaggi (ammontare comprensivo di IVA).

L’ammontare della spesa complessiva degli utenti nella rete autostradale in concessione ha avuto le seguenti variazioni:

– dal 2001 al 2018 registra un incremento di 28,75 punti percentuali, passando da 8.816,5 a 11.351,0 milioni di euro;

– dal 2007 al 2018 registra un incremento di 4,54 punti percentuali, passando da 10.857,7 a 11.351,0 milioni di euro;

– dal 2012 al 2018 registra un incremento di 1,39 punti percentuali, passando da 11.195,5 a 11.351,0 milioni di euro;

– dal 2017 al 2018 registra un incremento di 2,78 punti percentuali, passando da 11.044,4 a 11.351,0 milioni di euro.

Per effetto soprattutto dell’incremento dei pedaggi e della diminuzione delle vendite di carburanti (anche a prescindere dalle variazioni dei prezzi di questi ultimi per effetto delle dinamiche del greggio, del cambio e delle quotazioni dei prodotti finiti), la composizione del mix della spesa degli utenti si è significativamente modificata nell’intervallo temporale dal 2001 al 2018 assumendo sempre maggiore rilevanza la quota destinata ai pedaggi e correlativamente perdendo rilevanza la quota destinata agli acquisti di carburanti:

– nel 2001, era suddivisa tra il 44,01 % per i carburanti, il 9,09 % per gli acquisti diversi e il 46,90 % per i pedaggi;

– nel 2007, era suddivisa tra il 38,78 % per i carburanti, il 9,36 % per gli acquisti diversi e il 51,85 % per i pedaggi;

– nel 2012, era suddivisa tra il 33,49 % per i carburanti, il 8,15 % per gli acquisti diversi e il 58,35 % per i pedaggi;

– nel 2017, era suddivisa tra il 19,37 % per i carburanti, il 7,74 % per gli acquisti diversi e il 72,89 % per i pedaggi;

– nel 2018, era suddivisa tra il 19,29 % per i carburanti, il 7,51 % per gli acquisti diversi e il 73,21 % per i pedaggi.

La determinazione della spesa degli utenti per 100 km di percorrenza sulla rete – che si ottiene dividendo l’ammontare della spesa complessiva degli utenti nella rete autostradale in concessione per le percorrenze totali (fratto 100) in km dei veicoli totali sulla rete  – evidenzia le seguenti consistenze:

– nel 2001, era suddivisa tra 5,30 euro/100 km per i carburanti, 1,10 per gli acquisti diversi, 5,65 per i pedaggi, per un totale di 12,05;

– nel 2007, era suddivisa tra 5,03 euro/100 km per i carburanti, 1,21 per gli acquisti diversi, 6,72 per i pedaggi, per un totale di 12,96;

– nel 2012, era suddivisa tra 4,91 euro/100 km per i carburanti, 1,19 per gli acquisti diversi, 8,55 per i pedaggi, per un totale di 14,65;

– nel 2017, era suddivisa tra 2,55 euro/100 km per i carburanti, 1,02 per gli acquisti diversi, 9,60 per i pedaggi, per un totale di 13,17;

– nel 2018, era suddivisa tra 2,52 euro/100 km per i carburanti, 0,98 per gli acquisti diversi, 9,55 per i pedaggi, per un totale di 13,05.

La determinazione della vendita di carburanti per 100 km di percorrenza sulla rete – che si ottiene dividendo l’ammontare delle vendite complessive nella rete autostradale in concessione per le percorrenze totali (fratto 100) in km dei veicoli totali sulla rete  – evidenzia le seguenti consistenze:

– nel 2001, era suddivisa tra 2,19 litri/100 km per la benzina, 3,26 per il gasolio, 0,26 per il gpl, per un totale di 5,72 litri/100 km;

– nel 2007, era suddivisa tra 0,98 litri/100 km per la benzina, 3,12 per il gasolio, 0,15 per il gpl, per un totale di 4,24 litri/100 km;

– nel 2012, era suddivisa tra 0,51 litri/100 km per la benzina, 2,15 per il gasolio, 0,27 per il gpl, per un totale di 2,93 litri/100 km;

– nel 2017, era suddivisa tra 0,31 litri/100 km per la benzina, 1,26 per il gasolio, 0,22 per il gpl, per un totale di 1,79 litri/100 km;

– nel 2018, era suddivisa tra 0,28 litri/100 km per la benzina, 1,20 per il gasolio, 0,17 per il gpl, per un totale di 1,65 litri/100 km.

Ai fini di una valutazione sulle particolarità delle vendite sulla rete autostradale in concessione, rispetto alle dinamiche delle vendite in generale si sono considerati i volumi delle stesse per i principali carburanti (benzina, gasolio e gpl) ed in totale nel periodo di studio 2001-2018 sia per la rete autostradale in concessione, sia per l’insieme di tutta la rete al netto della rete autostradale in concessione, sia per il circuito di extrarete ed in totale complessivo.

Le variazioni intervenute sono in appresso così calcolate:

Nel periodo dal 2001 al 2018 le vendite complessive di carburanti sono calate di 14,25 punti percentuali (da 48.012,4 milioni di litri a 41.168,9).

Nello specifico dei circuiti, nel periodo dal 2001 al 2018,

– la rete totale al netto della rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 30,77 punti percentuali (da 32.032,2 milioni di litri a 22.174,3);

– la rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 65,67 punti percentuali (da 4.181,2 milioni di litri a 1.435,5);

– il circuito extrarete ha avuto una crescita di 48,82 punti percentuali (da 11.799,0 milioni di litri a 17.559,1).

Nello specifico dei prodotti e dei circuiti, nel periodo dal 2001 al 2018,

– la benzina complessivamente ha avuto una flessione di 55,37 punti percentuali (da 21.744,8 milioni di litri a 9.705,0);

– la benzina nella rete totale al netto della rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 65,59 punti percentuali (da 19.556,1 milioni di litri a 6.729,8);

– la benzina nella rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 84,69 punti percentuali (da 1.602,9 milioni di litri a 245,4);

– la benzina nel circuito extrarete ha avuto una crescita di 365,95 punti percentuali (da 585,9 milioni di litri a 2.729,8);

– il gasolio complessivamente ha avuto una crescita di 20,20 punti percentuali (da 23.737,4 milioni di litri a 28.531,4);

– il gasolio nella rete totale al netto della rete autostradale in concessione ha avuto una crescita di 27,68 punti percentuali (da 11.129,0 milioni di litri a 14.210,0);

– il gasolio nella rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 56,17 punti percentuali (da 2.387,2 milioni di litri a 1.046,4);

– il gasolio nel circuito extrarete ha avuto una crescita di 29,88 punti percentuali (da 10.221,2 milioni di litri a 13.275,0);

– il gpl complessivamente ha avuto una crescita di 15,70 punti percentuali (da 2.530,2 milioni di litri a 2.932,5);

– il gpl nella rete totale al netto della rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 8,36 punti percentuali (da 1.347,1 milioni di litri a 1.234,5);

– il gpl nella rete autostradale in concessione ha avuto una flessione di 24,80 punti percentuali (da 191,1 milioni di litri a 143,7);

– il gpl nel circuito extrarete ha avuto una crescita di 56,70 punti percentuali (da 992,0 milioni di litri a 1.554,3).

In tutte le casistiche, emerge l’anomalia della dinamica delle vendite della rete autostradale in concessione, che, in tutto il periodo di studio, registra decrementi pari a 4 volte quelli delle vendite totali circostanza che si verifica sia per la fase 2018 vs/ 2001 che per la fase 2018 vs/ 2007, mentre nelle fasi 2018 vs/ 2012 e 2018 vs/ 2017 il segno diventa addirittura positivo per le vendite totali, ed a 2 volte quelle della rete al netto del segmento autostradale, circostanza che si verifica sia per la fase 2018 vs/ 2001 che per la fase 2018 vs/ 2007 che per la fase 2018 vs/ 2012, mentre la fase 2018 vs/ 2017 registra per la rete totale meno la rete autostradale un segno che si approssima alla parità.

Ai fini di una valutazione sulla anomalia delle dinamiche di vendita sulla rete autostradale in concessione, considerandone la rilevanza sul prezzo dei beni e servizi esitati rispetto ai mercati concorrenti, sono state prese in considerazione alcune statistiche relative alle royalty da subconcessione gravanti sulla vendita di carbolubrificanti e di generi diversi.

Come è noto, i soggetti Concessionari applicano delle royalty di subconcessione per tali attività, una parte delle quali viene versata allo Stato, che così assume un diretto interesse all’applicazione di tali rendite che hanno una diretta incidenza sulle politiche di prezzo di beni e servizi della rete in concessione.

Sulla base dei dati reperiti nei bilanci e/o relazioni finanziarie dei Concessionari sui proventi per royalty e di quelli pubblicati da AISCAT per le  vendite dei principali carburanti e dei generi diversi dai carburanti sui quali gravano royalty, si è definito per l’ultimo esercizio annuale completo (2018) un campione significativo della rete autostradale in concessione (rappresentativo, a seconda degli item, di una quota tra l’88 % ed il 97 % del totale della rete, dei servizi, delle vendite in volume ed in valore), i cui dati significativi risultano i seguenti:

– valore complessivo stimato della spesa degli utenti per acquisto carburanti ed altri generi 2.889,2 milioni di euro;

– valore complessivo delle royalty corrisposte sulle attività oil e non oil 254,6 milioni di euro;

– incidenza percentuale royalty su valore della spesa 8,81 %.

Nella fattispecie del Concessionario “dominante” (Autostrade per l’Italia SpA e controllate) si è preso in considerazione un periodo pur sempre parziale, ma più protratto, dal 2011 al 2018, per valutare l’evoluzione delle vendite e relative royalty generate.

La significatività del campione dato dal Concessionario in oggetto relativi al 2018 è di una quota tra il 50 % ed il 62 % del totale della rete, dei servizi, delle vendite in volume ed in valore.

Nel periodo di studio 2011-2018 in oggetto (secondo i dati reperiti nelle relazioni finanziarie di ASPI sui proventi per royalty e di quelli pubblicati da AISCAT per le  vendite nella rete del medesimo Concessionario dei principali carburanti e dei generi diversi dai carburanti sui quali gravano royalty):

– complessivamente, le vendite dei principali carburanti (benzina, gasolio e gpl) ammontano ad un volume di 9.248,3 milioni di litri;

– sempre complessivamente, le vendite in valore degli altri generi soggetti a royalty ammontano a 4.244,1 milioni di euro;

– sempre complessivamente, le royalty per le subconcessioni per le attività oil e non oil delle Aree di Servizio ammontano a 1.622,1 milioni euro (di cui 829,0 per le attività oil e 793,1 per le attività non oil);

– dal 2011 al 2018 le vendite dei principali carburante sono diminuite di 49,35 punti percentuali, da 1.748,7 a 885,7 milioni di litri;

– dal 2011 al 2018 le vendite di altri generi soggetti a royalty sono calate da 629,8 a 512,7 milioni di euro, con una flessione di 18,59 punti percentuali;

– dal 2011 al 2018 le royalty per le attività oil sono diminuite di 48,80 punti percentuali, da 141,8 a 72,6 milioni di euro;

– dal 2011 al 2018 le royalty per le attività non oil registrano una minima flessione di 0,29 punti percentuali, da 103,3 a 103,0 milioni di euro;

– dal 2011 al 2018 complessivamente (oil e non oil sommati) le royalty sono diminuite di 28,36 punti percentuali, da 245,1 a 175,6 milioni di euro.

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