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GREGGIO E RAFFINATI CROLLANO NELLA NOTTE, TUTTAVIA PERMANE L’ASSOLUTA PRECARIETÀ

Dopo l’annuncio della proroga della tregua da parte degli USA, il mercato internazionale lascia sul terreno importanti ribassi. Secondo Bloomberg, ad ora, per le quotazioni future a maggio:

  • il greggio WTI scende da 112,95 a 95,21 $/barile, -17,74 $/bar, -15,71 %
  • il greggio Brent scende da 109,27 a 94,35 $/barile, -14,92 $/bar, -13,65 %
  • il raffinato benzina scende da 3,3052 a 2,9070 $/gallone, -0,3982 $/gal, -12,05 %
  • il raffinato gasolio scende da 1.527,75 a 1.262,25 $/tonnellata, -265,50 $/ton, -17,38 %.

Intanto, le chiusure di ieri avevano già fatto registrare per i raffinati -5 €/klt per la benzina e -38 €/klt per i gasoli.

Il grafico che segue evidenzia la dinamica di 354 rilevazioni ad intervalli orari dalle ore 00:00 del 2 marzo alle ore 11:00 dell’8 aprile, in cui viene esposta la variazione percentuale da inizio a fine periodo per le quotazioni future del greggio Brent ($/barile), della benzina ($/gallone) e del gasolio ($/tonnellata).

Ciò che può essere ragionevolmente prevedibile è un ritraccio della catena dei prezzi fino al fondo della filiera (prezzi alla pompa inclusi), ma senza eccessive illusioni: TUTTE LE PROBLEMATICHE NATE DAL CONFLITTO SONO ANCORA DEL TUTTO NON INTACCATE SUL PIANO REALE (STRETTO DI HORMUZ, PRODOTTI DISPONIBILI), E I FORTI CALI REGISTRATI NELLA NOTTE SONO UN RIFLESSO DEL MERCATO FINANZIARIO DEI FUTURES, peraltro in un clima di assoluta precarietà rispetto allo sviluppo dei negoziati ed a ciò che potrà succedere allo spirare dei quindici giorni di tregua.