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RUBRICA SETTIMANALE PREZZI – RIAPRE HORMUZ, CADONO LE QUOTAZIONI

MA LA SITUAZIONE RIMANE DIPENDENTE DA TROPPE VARIABILI

Tregua delle azioni belliche di Israele in Libano e riapre lo stretto di Hormuz: in un giorno il mercato risponde con una diminuzione delle quotazioni del greggio Brent da 99,39 a 90,38 $/barile (-9,07 %), e le quotazioni dei raffinati calano per il gasolio di un -11,27 % (da 1.349 a 1.197 $/tonnellata, in €/lt di -0,110), e più modestamente per la benzina di un -4,94 % (da 1.078 a 1.025 $/tonnellata, ossia di -0,035 €/lt).

Non è tuttavia il caso di confidare in una irreversibile tendenza ad una rapida normalizzazione che riporti quotazioni e prezzi alla situazione precedente in breve; quanto accaduto ieri dipende da troppe variabili indipendenti incerte, in qualunque momento la tregua in Libano può rompersi, rimettendo in moto il blocco, incerti sono i termini di definizione dei negoziati, affidati ad annunci spot dell’una o dell’altra parte in causa, non è certo alcun esito finale positivo. Tregua non è ancora un armistizio e meno ancora pace.

Al di là di annunci ed auspici, l’attuale crisi ha sottratto all’offerta circa 13 milioni di barili/giorno, vi sono reali situazioni di incertezza sulla disponibilità ordinaria di determinati prodotti a breve e ciò ha (forse) riportato in Europa l’attenzione sulla dipendenza da fornitori esterni: la Commissione Europea, infatti, sostiene ora che “lavorerà su azioni per garantire che la capacità di raffinazione esistente sia pienamente utilizzata e mantenuta nell’UE, con una capacità di raffinazione interna sufficiente a garantire la nostra resilienza nell’intero spettro dei prodotti petroliferi”.

Sul piano delle misure urgenti per contrastare gli effetti sui prezzi, nonostante gli appelli dell’AIE, di Bruxelles, dell’OCSE ad astenersi dall’adottare misure che possano aumentare il consumo di carburante (ossia i tagli delle accise che rischiano di aggravare i deficit degli Stati e aumentare l’inflazione), vari Stati europei sono intervenuti esattamente nel senso contrario: Austria, Cechia, Croazia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Ungheria hanno ridotto le accise e, nel caso della Spagna, anche l’IVA sui carburanti.

In Italia, dal 18.03 (giorno prima della riduzione di accisa) al 17.04, il prezzo medio nazionale MIMIT è disceso di -0,098 €/lt per la benzina self, di -0,092 per la benzina servito, è invece salito di +0,021 per il gasolio self e +0,028 per il gasolio servito. Come già osservato si tratta di variazioni molto inferiori e addirittura di segno opposto agli effetti sul prezzo attesi dalla riduzione dell’accisa (-0,244 €/lt).

Le quotazioni internazionali dei raffinati in area Mediterraneo da 18.03 al 17.04 sono diminuite di -0,158 €/lt per la benzina e sono diminuite di -0,054 €/lt per il gasolio, per questo ultimo prodotto solo per la diminuzione del 17 aprile, con effetti sui prezzi finali a partire da martedì 21 aprile.

LA RIDUZIONE DELLE ACCISE, DA QUALUNQUE GOVERNO ADOTTATA IN QUALUNQUE DEI PAESI SOPRA CITATI, DI PER SE STESSA NON HA PROPRIO ALCUN POTERE DI INCIDERE SULLE DINAMICHE DEL MERCATO INTERNAZIONALE CHE SI RIFLETTONO COMUNQUE SULLA COMPONENTE DEL PREZZI FINALE CHE RIGUARDA IL COSTO DEL PRODOTTO (PREZZO INDUSTRIALE), SIA PURE IN PARTE ATTUTITE DALLA DIMINUZIONE DELLA COMPONENTE FISCALE.

I DATI DAL 19.03.2026, SUCCESSIVAMENTE ALLA RIDUZIONE D’ACCISA

Nella tavola seguente sono rappresentati i dati del confronto tra la data del 18.03 (ultimo giorno prima della riduzione di accisa) a la data del 17.04.2026.

Dal 18.03 al 17.04, la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è scesa da 107,38 a 90,38 $, ossia di -17,00 $ e di un -15,83 %, mentre la quotazione in €/barile ha perso -16,76 € (da 93,37 a 76,61 €, -17,95 %), con un apprezzamento del tasso di cambio €/$ (da 1,1500 a 1,1797, +2,58 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati, che è quella che conta sui prezzi finali (non è il greggio che va nei serbatoi) ha subito dinamiche in calo: per il gasolio l’escursione è di -28,00 $/tonnellata (ossia da 1.224,75 a 1.196,75, -2,29 %), per la benzina la misura è leggermente superiore, con -29,25 $ (da 1.054,59 a 1.025,25, -2,77 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo cala da 0,847 €/lt a 0,800, con un -5,55 % e 0,047 €/lt in meno; il raffinato gasolio scende da 1,100 a 1,046 €/lt, perdendo un -4,91 % e -0,054 €/lt.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 17.04, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03 e al DL 42/2026: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,868 a 1,770 €/lt, -5,25 % e -0,098 €/lt, medio benzina servito, da 1,999 a 1,907 €/lt, -4,60 % e -0,092 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 2,103 a 2,124 €/lt, +1,00 % e +0,021 €/lt, medio gasolio servito, da 2,233 a 2,261 €/lt, +1,25 % e +0,028 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un -7,54 % e -0,147 €/lt (da 1,950 a 1,803 €/lt), quello del gasolio self un -0,37 % e -0,008 €/lt (da 2,169 a 2,161).

I prezzi in extra rete hanno lasciato per la benzina un -12,89 % e -0,235 €/lt (da 1,823 a 1,588), per il gasolio un -7,94 % e -0,165 €/lt (da 2,078 a 1,913).

I DATI DALL’INIZIO DELLA GUERRA

Dal 27.02 al 10.04, la quotazione (fonte Bloomberg) del greggio Brent in $/barile è salita da 72,87 a 90,38 $, ossia di +17,51 $ e di un +24,03 %, mentre la quotazione in €/barile ha preso +14,88 € (da 61,73 a 76,61 €, +24,10 %), con una stabilità del tasso di cambio €/$ (da 1,1805 a 1,1797, -0,07 %).

Nello stesso intervallo di tempo, la quotazione dei raffinati ha subito impatti assai più pesanti: per il gasolio l’escursione è di +433,75 $/tonnellata (da 763,00 a 1.196,75, +56,85 %), per la benzina la misura è minore, con +300,00 $ (da 725,25 a 1.025,25, +41,37 %).

Tradotto in valori/litro (e considerando anche l’IVA visto che questa componente è imponibile), il raffinato benzina su piazza Mediterraneo sale da 0,566 €/lt a 0,800, con un +41,34 % e 0,234 €/lt in più; il raffinato gasolio sale da 0,666 a 1,046 €/lt, prendendo un +57,06 % e 0,380 €/lt in più.

Nello stesso intervallo di tempo, dal 27.02 al 17.04, i prezzi alla pompa (media Italia nazionale sulla base dei prezzi comunicati al MIMIT, file pubblico “il prezzo alle 8”) sono variati come segue IN CONSEGUENZA DELLA RIDUZIONE DI ACCISA di cui al DL 33/2026 del 18.03 e DL 42/2026: prezzo MIMIT medio benzina self, da 1,672 a 1,770 €/lt, +5,86 % e +0,098 €/lt, medio benzina servito, da 1,811 a 1,907 €/lt, +5,30 % e +0,096 €/lt; prezzo MIMIT medio gasolio self, da 1,723 a 2,124 €/lt, +23,27 % e +0,401 €/lt, medio gasolio servito, da 1,859 a 2,261 €/lt, +21,62 % e +0,402 €/lt.

Sempre sui dati MIMIT, il prezzo medio nazionale in autostrada della benzina self nello stesso periodo segna un +1,58 % e +0,028 €/lt (da 1,775 a 1,803 €/lt), quello del gasolio self un +18,48 % e +0,337 €/lt (da 1,824 a 2,161).

I prezzi in extra rete hanno preso per la benzina un +4,06 % e +0,062 €/lt (da 1,526 a 1,588), ma per il gasolio l’incremento è di un +20,01 % e di +0,319 €/lt (da 1,594 a 1,913).

I MARGINI INDUSTRIALI LORDI

Il margine industriale lordo [=prezzo finale meno imposte + quotazione raffinato)] dallo scoppio della guerra (27.02.2026-17.04.2026) segnala una media del periodo sulla benzina di 0,249 €/lt, sul gasolio di 0,210, che risulta in parte diversa dalla media del margine industriale lordo dell’anno 27.02.2025-26.02.2026, che vale invece 0,233 €/lt per la benzina e 0,217 per il gasolio, ossia più bassa per la benzina e più alta per il gasolio. Se si fa la media dei due prodotti in base al mix dei consumi (40 % benzina e 60 % gasolio), si osserva che nel periodo dallo scoppio della guerra il margine è leggermente maggiore di quello registrato come media nell’anno precedente: 0,226 €/lt contro 0,223.

GLI ALTRI PRODOTTI
Per i prezzi degli altri prodotti per il periodo 27.02-17.04.2026, la tabella seguente evidenzia, in somma sintesi:

• un effetto nullo della riduzione di accisa (da 0,147 a 0,092 €/lt) per il GPL che è stata annullata dall’inizio di aprile dall’aumento dei prezzi di contratto mensili del Bethioua (+154,43 €/klt propano e +190,11 butano), con un risultato finale di un aumento, a seconda delle modalità di servizio, tra 0,092 e 0,118 €/lt,
• la sostanziale coerenza delle variazioni tra HVO e gasolio (+0,385 e +0,380 €/lt per HVO, +0,401 e +0,402 €/lt per gasolio),
• gli aumenti del metano (tra +0,168 e +0,172 €/kg) e del GNL (tra +0,294 e +0,309 €/kg), in correlazione con gli aumenti del gas naturale).

LA SOGLIA DEI DUE EURO/LITRO

La tabella seguente conteggia, sulla base dei dati del file MIMIT “il prezzo alle 8”, le variazioni che si sono verificate sui prezzi alla rete tra il giorno 18.03 e il giorno 17.04, ossia tra il giorno prima della riduzione dell’accisa e quest’ultimo venerdì.
Sul numero totale dei prezzi comunicati al MIMIT, pertanto, sono stati calcolati, per prodotto e per modalità di servizio, quanti prezzi hanno valore superiore a 2,000 €/lt e quale quota percentuale sul totale questi hanno rappresentato nelle due giornate predette.

Tralasciando la statistica sulla benzina self (quote irrisorie, 0,29 %), per la benzina servito i valori superiori ai 2 euro sono scesi dal 51,11 % del totale del giorno 18.03 al 15,02 % del giorno 17.04, per il gasolio self sono saliti dal 95,69 % al 98,15 % % e infine per il gasolio servito sono saliti dal 97,50 % al 98,77 %.

LA CRISI NEL MONDO: GREGGIO, RAFFINATI, MARGINI DI RAFFINAZIONE E CRACK SPREAD

Per una visione meno provinciale della situazione che si è determinata con lo scoppio della guerra e durante tale fase, è interessante osservare i dati di OPEC, Monthly Oil Market Report, del mese di marzo 2026, di cui agli allegati prospetti.

Per quanto attiene ai fondamentali di mercato, sinteticamente, si osserva che:

  • le quotazioni spot dei greggi in $/barile sulle piazze mondiali sono aumentate a marzo contro febbraio di un +46,07 % per il Brent del Mare del Nord, di un +41,51 % per il WTI USA, e addirittura di un +87,88 % per il greggio Dubai, con un netto disallineamento rispetto agli altri due;
  • analoghe dinamiche si osservano per le quotazioni future (anche in questo caso in $/barile) dei greggi: +43,58 % il Brent ICE di Londra, +41,04 % il WTI al Nymex NYC e, in disallineamento, +82,05 % per il GME Oman;
  • i raffinati hanno avuto aumenti di intensità differenziata tra i prodotti: per la benzina ($/barile) in USA +43,37 %, Europa +34,83 %, Asia +77,01 %; per il gasolio ($/barile) in USA +69,54 %, Europa +75,21 %, Asia +115,78 %.

Per quanto attiene alla raffinazione, sinteticamente, si osserva che:

  • il margine medio di raffinazione tra tutti i prodotti ($/barile) è cresciuto a marzo rispetto a febbraio di un +150,93 % in USA, di un +233,77 % in Europa e di un +382,35 % in Asia;
  • il crack spread (=delta tra la quotazione del greggio in input e quotazione del raffinato in output) ossia il margine specifico di raffinazione per singolo prodotto, evidenzia variazioni a marzo su febbraio diversificate tra aree e prodotti in ragione delle tensioni produttive tra offerta e domanda: in USA +47,69 % per la benzina, +156,61 % per il gasolio, in Europa -13,40 % per la benzina, +163,24 % per il gasolio, e, infine, in Asia -94,08 % per la benzina, +210,89 % per il gasolio, numeri che fanno capire la fortissima escursione delle quotazioni del raffinato gasolio.