IN DUE SETTIMANE LA “TREGUA” FARLOCCA FA SALIRE IL GREGGIO DEL 15 % E IL GASOLIO DEL 27 %
Ricomincia il rally delle quotazioni cui abbiamo assistito nei primi giorni dello scoppio della guerra USA-Iran.
Dal 26 giugno al 13 luglio (poco più di due settimane) il greggio Brent in €/barile é aumentato del +15,49 % e il raffinato gasolio (con IVA in €/litro del +27,44 % (più del doppio della benzina che cresce del +9,69 %).
Da 63,14 €/barile (71,99 in dollari), infatti il Brent schizza a 72,92 (83,30 in dollari), mentre i raffinati ivati balzano da 0,814 €/lt (900,50 $/ton) a 1,037 (1.149,50 $/ton) per il gasolio e da 0,743 €/lt (919,00 $/ton) a 0,815 (1.011.00 $/ton) per la benzina.
In questo lasso di tempo (precisamente dal 4 luglio) sono anche cresciute le accise unificate da 0,62290 a 0,67290 €/lt (+0,061 €/lt con IVA), ossia del +8,03 %.
Il riflesso dal 26 giugno al 13 luglio sulla media nazionale del prezzo MIMIT é di un +3,52 % (+0,064 €/lt) per la benzina self e di un +3,06 % su quella servita (+0,060 €/lt), di un +4,51 % sul gasolio self (+0,086 €/lt) e di un +3,91 % sul gasolio servito (+0,080 €/lt).
Sul gasolio la pressione dei fattori concomitanti aumento quotazioni + aumento accise è stata di +0,284 €/lt (quotazioni +0,223, accise +0,061) contro un aumento alla pompa tra +0,080 e +0,086 €/lt, sulla benzina di +0,134 €/lt (quotazioni +0,072, accise +0,061) contro un aumento alla pompa tra +0,060 e +0,064 €/lt).
Non servono particolari doti divinatorie per prevedere che la rottura della tregua annuncia una rinnovata fase di fibrillazione del mercato per i prossimi giorni, sia sui fondamentali internazionali che sui prezzi retail.


