UNITI, DIRETTORE NAZIONALE FIGISC: NON BASTANO PROROGHE E INTERVENTI TAMPONE
COMUNICATO STAMPA 28.05.2026
Carburanti, FIGISC Confcommercio: “Non bastano proroghe e interventi tampone. La rete distributiva è un’infrastruttura strategica del Paese”
FIGISC Confcommercio esprime forte preoccupazione per il permanere di una situazione di sostanziale immobilismo sul fronte della riforma della distribuzione carburanti. Ancora una volta il Governo interviene esclusivamente attraverso proroghe temporanee sulle accise, senza affrontare i nodi strutturali di un comparto che continua a perdere equilibrio economico, presidio territoriale e capacità di programmazione.
“La sensazione – sottolinea PAOLO UNITI, Direttore Nazionale FIGISC Confcommercio – è che non sia stato ancora pienamente compreso il ruolo strategico che la distribuzione carburanti svolge per il funzionamento del Paese”. La rete carburanti italiana non rappresenta infatti soltanto un settore commerciale, ma una infrastruttura essenziale a supporto della mobilità privata, della logistica, del trasporto merci, dei servizi di emergenza e delle attività produttive e industriali.
“In assenza di una riforma organica – prosegue Uniti – il rischio è quello di lasciare il comparto in una situazione di progressiva deregolamentazione, dove i gestori vengono sempre più esposti agli umori di dinamiche finanziarie e commerciali spesso lontane dalla realtà operativa quotidiana degli impianti”.
Da tempo, secondo FIGISC Confcommercio, il settore sta vivendo trasformazioni profonde, con operatori finanziari, retisti privati e grandi gruppi che incidono in maniera sempre più rilevante sugli assetti della rete, spesso mantenendo un profilo apparentemente basso ma con effetti estremamente impattanti sull’intero sistema distributivo. Nel frattempo migliaia di gestori continuano a operare in condizioni di forte incertezza economica, con margini compressi, costi crescenti e rapporti contrattuali sempre più squilibrati.
“Il tema – evidenzia Paolo Uniti – non riguarda soltanto la tutela della categoria, ma investe direttamente la tenuta del sistema Paese. Non è esagerato affermare che una rete carburanti priva di regole chiare, senza una strategia industriale e senza adeguati strumenti di controllo e riequilibrio, possa trasformarsi in un problema di sicurezza nazionale”. Una rete fragile, desertificata o governata esclusivamente da logiche finanziarie rischia infatti di compromettere la continuità territoriale del servizio, la presenza nei piccoli comuni e nelle aree periferiche e la resilienza energetica del Paese nei momenti di crisi internazionale o tensione geopolitica.
“Continuare a intervenire soltanto con proroghe e misure emergenziali – conclude Uniti – significa non affrontare il vero problema. Serve una riforma strutturale che restituisca equilibrio, regole certe e sostenibilità economica all’intera filiera distributiva”.

