ASSEMBLEA UNEM: LA FOTOGRAFIA DELLA RETE DISTRIBUTIVA (CON UN ACCENNO AL DDL)
Nella relazione del Presidente Gianni MURANO all’Assemblea annuale 2026 di UNEM (allegato in formato PDF) non poteva certo mancare un riferimento e un sintetico report statistico sulla situazione della rete distributiva nazionale, né un fugace passaggio sul tema del DDL “di là da venire” di riforma del settore.
Cominciando da questo ultimo aspetto, il Presidente UNEM ha testualmente detto: “L’atteso Disegno di Legge, che ci auguriamo possa portare chiarezza sugli aspetti contrattuali e sulle possibilità di riconversione, interviene solo marginalmente sulla razionalizzazione della rete che avrà quindi tempi propri sempre più legati all’evoluzione della sola domanda.”, ma – va notato – non ha espresso una sollecitazione verso il Governo per una rapida conclusione di un iter lungo ormai un triennio, come invece più volte invocato dalle associazioni della categoria dei gestori.
Sull’aspetto dell’assetto della rete distributiva, per contro, il Presidente si è diffuso con una serie di considerazioni articolate, che spaziano dalla salvaguardia della rete come strategica per la transizione alle note e datate criticità del sistema: “Se guardiamo alla realtà italiana, parliamo di una infrastruttura capillare, diffusa su tutto il territorio, in grado di garantire continuità di servizio in condizioni molto diverse tra loro, dalle grandi aree urbane alle zone più remote. Una rete che in questi ultimi anni è stata oggetto di ampio dibattito su quello che dovrà essere il suo futuro, ma che indubbiamente in alcuni casi ha saputo trasformarsi per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, integrando nuove soluzioni e dimostrandosi non un’infrastruttura statica, ma una piattaforma che evolve e che può accompagnare la transizione. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un Paese come l’Italia, caratterizzato da una forte eterogeneità territoriale e da un parco circolante tra i più vecchi d’Europa che richiederà tempo per rinnovarsi completamente. Forse l’elemento di novità che vale la pena di sottolineare è che in meno di 10 anni la rete indipendente «marchiata» si è andata consolidando, con un aumento significativo del peso degli operatori con un numero di impianti superiore a 100. Ma appare una rete ancora più parcellizzata, con centinaia di operatori con pochi impianti e un basso erogato che ha dunque bisogno di una profonda ristrutturazione sia in termini di asset che in termini di logica di rifornimenti.”
Dai numeri della slide che riguarda la rete, si osserva che dal 2018 al 2026, a fronte di una sostanziale invarianza del numero complessivo di impianti (21.750 nel 2026 contr0 21.700, +0,23 %), i marchi delle major perdono circa il 18,1 % del numero degli impianti (12.700 contro 15.500 del 2018), i marchi “minori” raddoppiano abbondantemente (6.073 impianti contro 2.771 nel 2018, +119,2 %), mentre i no-logo arretrano di un -13,2 % (2.977 contro 3,429). In termini di quote, i marchi delle major passano dal 71,4 % del totale al 58,4 %, i marchi minori dal 12,8 % al 27,9 %, i no-logo dal 15,8 % al 13,7 %.
In termini di soggetti proprietari, i marchi delle major passano da 7 a 4, e il numero di impianti medio in capo ai singoli marchi passa da 2.214 a 3.175, come effetto di processi di acquisizioni/dismissioni/concentrazioni; i marchi minori crescono da 126 a 327, mentre il numero medio di impianti in capo ai singoli operatori scende da 22 a 19, manifestando una ulteriore frammentazione, che si accentua se si sommano major e minori, che nel 2018 contavano una media di 137 impianti contro una media di 57 nel 2016, con una flessione del numero medio di impianti pari a circa un -59 %.
Scendendo nel dettaglio della composizione della rete secondo un criterio di classi di numero impianti, la classe con asset da più di 100 impianti cresce tra il 2018 ed il 2016 dal 29 % al 51 %, quella da 50 a 99 impianti cala dal 28 % al 14 %, quella da 30 a 49 impianti sale dal 9 % all’11 %, quella da 10 a 29 impianti scende dal 21 % al 14 %, infine, quella da 1 a 9 decrementa dal 13 % al 10 %.
In allegato, disponibili in formato PDF la relazione del Presidente e le slide presentate all’Assemblea UNEM.



