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I PREZZI MEDI NAZIONALI – COME SEMPRE SI ENFATIZZANO I PICCHI (DEL GASOLIO)

Di seguito si rendicontano i prezzi dei vari prodotti quali rilevati dal file “Il prezzo alle 8” Open Data del MIMIT per la data del 09.06.2026 (il file viene pubblicato il giorno successivo a quello delle comunicazioni dei punti vendita). Si specifica che i prezzi indicati costituiscono la MEDIA aritmetica NAZIONALE di TUTTI i valori caricati sul file del Ministero nelle due modalità di servizio (self e servito) ed elaborati da FIGISC.

Come noto, il MIMIT comunica giornalmente – dopo l’ultimo incremento dell’accisa del gasolio – il solo dato relativo alla modalità self: per la data del 09.06.2026 il prezzo medio nazionale, secondo il Ministero, era pari a 1,913 €/lt per la benzina ed a 2,020 €/lt per il gasolio (in autostrada rispettivamente a 2,010 e 2,101 €/lt); per la data del 10.06.2026 il Ministero ha annunciato oggi che il prezzo della benzina é calato a 1,909 e quello del gasolio a 2,018 €/lt (in autostrada rispettivamente a 2,007 e 2,099 €/lt).

Dopo l’aumento dell’accisa del gasolio intervenuto da domenica 7 giugno, si sono avute le consuete reazioni, di cui riproduciamo un esempio “classico“: “Impennata diesel: sfiora i 2,7 euro” (titolo) “La nuova ondata di rialzi generata dalla diminuzione dello sconto sulle accise ha portato i listini del gasolio a livelli elevatissimi, col prezzo del diesel che in modalità servito supera in alcuni impianti la soglia psicologica dei 2,6 euro al litro. In base agli ultimi dati pubblicati dal Mimit e rielaborati dall’associazione – evidenzia il CODACONS – sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio ha raggiunto i 2,699 euro al litro, poco meno sulla A11 e A12, dove il diesel al servito costa fino a 2,631 euro. Sulla A14 Bologna-Taranto il prezzo raggiunge 2,579 euro/litro, 2,559 euro sulla A4 Brescia-Padova e A7 Milano-Serravalle, 2,550 euro sulla A3 Napoli-Salerno, 2,539 euro sulla A15 Parma-La Spezia, 2,535 euro sulla A1 Milano-Napoli. La riduzione del taglio delle accise sul gasolio da 10 a 5 centesimi di euro costerà agli automobilisti italiani 17,1 milioni di euro a settimana – conclude il CODACONS – solo a titolo di maggiori costi di rifornimento, cifra che sale a 51,5 milioni di euro a settimana se il confronto è col precedente taglio da 20 centesimi di euro“.

Premesso che 2,7 euro” é un valore ben lontano dalla media nazionale di 2,158 €/lt del gasolio servito, è opportuno riportare tali dati sensazionalistici alla reale dimensione del problema dei prezzi di picco; pertanto, FIGISC ha computato quanti prezzi ed in che misura sul totale sono stati rilevati quali superiori a 2,000 €/lt ed a 2,500 €/lt in tutta la rete nazionale, come esposto nel seguente prospetto:

Per la benzina self, su un totale di 20.196 prezzi (con una media di 1,915 €/lt), 564 sono superiori a 2,000 €/lt, ossia il 2,79 %, mentre solo 3 sono superiori a 2,500 €/lt, pari allo 0,01 %; per la benzina servito (con una media di 2,052 €/lt), ovviamente (considerato che la media é superiore alla prima soglia) su un totale di 13.878 prezzi, 8.230 sono superiori a 2,000 €/lt, ossia il 59,30 %, mentre solo 21 sono superiori a 2,500 €/lt, pari allo 0,15 %.

Per il gasolio self, su un totale di 20.181 prezzi (con una media di 2,022 €/lt), ovviamente (considerato che la media é superiore alla prima soglia) ben 12.993 sono superiori a 2,000 €/lt, ossia il 64,38 %, mentre solo 8 sono superiori a 2,500 €/lt, pari allo 0,04 %; per il gasolio servito, su un totale di 13.847 prezzi (con una media di 2,158 €/lt), ovviamente 11.594 sono superiori a 2,000 €/lt, ossia l’83,73 %, mentre solo 87 sono superiori a 2,500 €/lt, pari allo 0,63 %.

Ciò considerato, ci si permetta di osservare che non é su percentuali tra lo 0,01 e lo 0,63 % che si dovrebbero costruire titoli catastrofici, ma questa non è una novità.